Anche la speranza talora abbranca tenace come una furia; finchè può, onde allettarti a continuare nel doloroso tramite, coglie i fiori più freschi e te ne spruzza la rugiada sul viso; mancati i fiori, onde tu non cessi, ora ti cava una spina dai piedi, ed ora ti remuove le pietruzze taglienti dal sentiero, e tanto basta all'uomo per tirare innanzi, finchè incespichi nel rialto di terra scavato dalla fossa, e ci trabocchi dentro. E neppure allora si induce a lasciarlo la speranza, che, seduta sopra la lapide del sepolcro, ci si mette a cantare l'inno della risurrezione. Maligna! Anche sulle fosse dei morti tu drizzi il paretaio per agguantare i vivi.
Le povere donne passavano i giorni desolate; non si attentavano favellare a voce alta per paura che la disdetta passando per là non le avvertisse e tornasse a flagellarle: per tema di recarsi fastidio, rade si ricambiavano le parole. Tanto è peritoso lo infortunio! Sostegno unico della vita squallida la speranza che Arria, Curio e Filippo vivessero: di certo sapevano che non erano morti.
Una sera, mentre Isabella attendeva a ricamare ed Eufrosina ad intrecciare cordoni, fu udito sul pianerottolo delle scale un giuramento, che non importa riferire, seguitato da queste parole:
— Se per andare in paradiso mi toccherà a salire altrettanti scalini, gli è bella e risoluta; io rimango a mezze scale. Ohe, di casa! fate lume. Ci è una signora Isabella? Una signora Onesti? O mira un po' dove va a ficcarsi l'onestà! In una soffitta sotto ai tegoli.
Isabella a coteste parole si rimescolò tutta, e fattasi di corsa sull'uscio, cavò il capo fuori domandando:
— Che volete?
— Ecco qua, ho portato in vettura fin giù una donna, che si dice vostra figliuola, la quale mi ha ordinato di salire ad avvisarvi del suo arrivo; dunque venite a pigliarvela.
Isabella non istette a sentire altro, e giù per le scale; ma Eufrosina pensando che così al buio poteva precipitarsi, le corse dietro col lume. Poveretta! pensava a far luce altrui senza avvertire che ella era cieca, ma bene questo avvertì la Isabella quando, giunta a mezzo della scala, vide chiaro; onde voltatasi, e spaventata dall'atto di Eufrosina in procinto di mettere il piede sul primo scalino urlò:
— Non ti muovere; fermati....
E si affrettò a ritornare indietro per ricondurre la infelice in casa. Intanto il vetturino andava dicendo: cotesti essere proprio pensieri del rosso; o che cerini non ne aveva egli? Di mozziconi di candela era piena la cassetta; ma Eufrosina insisteva perchè pigliassero il lume.