— Ed io che me ne fo? Tanto sono cieca!
— Non importa: chi più meno vede la luce e più desidera non iscompagnarsene mai, osservò Isabella; e il vetturino rincalzò:
— E se per le scale si spegnesse il lume, si verrebbe su al buio.
Ciò detto, da capo giù per le scale, e:
— Arria, mugolava la madre ad ogni scalino che scendeva, Arria, sei tu?
— Mamma! mamma! sì, sono io.
Arria scese, l'una si precipitò nelle braccia dell'altra, e piansero.
Quando, dopo un tempo ben lungo, si svincolarono, si accorsero che il vetturino era sparito: ecco perchè il galantuomo non voleva fare a fidanza con la luce; costui rubò i panni alla povera Arria, sicchè ella tornò ignuda nella casa donde era uscita provvista di ogni bene di Dio. Isabella, fuori di sè per la contentezza, non pensò alla valigia; Arria molto meno, tutta sossopra per la piena degli affetti. Ora, mentre la madre saliva le scale al buio, la figliuola le traeva dietro interrogando:
— E babbo come sta?
— Babbo! non ha più dolori....