— Eh! signor colonnello, se il Governo avesse a chiedere conto di qualche cosa a lei, vada franco che non sarebbe delle borracce!

— E di che dunque, temerario?

— Dei tanti poveri fratelli per colpa sua affogati nel Chiese.

— Agli arresti! Disarmatelo, portatelo subito agli arresti! urlava arrovellato il colonnello, e ne successe un parapiglia da non potersi con parole significare.

Intanto Curio e Filippo curiosamente osservarono un frequente dimenio dei piedi, che i soldati di prima linea facevano gettandosi dietro in fretta le biancherie, le quali i soldati di seconda linea a posta loro co' piedi si stendevano davanti. Attutito il tumulto continuavasi dal colonnello la rivista nella 2ª linea, dove egli, confuso per le insolenze del volontario, procedè meno accurato di prima, non gli parendo vero di condurla a termine senz'altri scappucci. Poco dopo Curio e Filippo seppero dal dicace garibaldino, come egli avendo con la più parte dei compagni suoi venduto, o in altro modo alienato camicie e mutande da munizione, però che avendole provate ne rimanessero conci peggio che se gli avessero strigliati co' pettini da lino, egli avvisò cavarsela netta, facendo per giunta una burla al colonnello, e fu distribuita tutta la biancheria in essere alla prima fila, perchè di mano in mano che il colonnello passava, la spingesse alla seconda fila, e così figurasse due volte. Il tafferuglio poi promosso ad arte, onde l'attenzione del colonnello fosse distolta dagli ultimi soldati di fila, che dove non fossero riusciti a farla liscia tutta di un pezzo, di una pipita ne sarebbe nato un panereccio.

— Certo, aggiungeva il giovane bizzarro, io la pagherò con parecchi giorni di prigione, e mi toccherà per soprassello chiedere scusa, ed io fin d'ora me ne dichiaro contento per quattro precipue ragioni; le altre non si contano. Prima, ed alzò il pollice, perchè se mi avesse trovato senza le camicie, e le mutande da munizione, in carcere ad ogni modo mi toccava ire. Seconda, e spiegò l'indice, perchè mi venne fatto preservare dalla prigione tanti compagni amatissimi. Terza, e sollevò il medio, per la berta che ho dato a codesto zuzzurullone di colonnello. Quarta, e drizzò l'anulare, pel gusto matto che avrò quando, dovendo chiedere scusa, mi fia concesso contemplare a mio agio cotesto.....

— Di grazia, disse Curio, si potrebbe sapere di che paese siete?

— Se foste stato allo inferno lo avreste riconosciuto senza domanda:

. . . . ma fiorentino

Mi sembri veramente quand'i' t'odo.