Ludovico, quantunque fosse di temperamento linfatico anzichè no, inasprito dal diniego del denaro, dalle passate trafitte commosso, esacerbato dalla nuova puntura, si avventa addosso ad Eponina, le stringe, le travolge il braccio destro violentemente, ond'ella ebbe a prorompere in urli di dolore, nè si rimase alle strida, chè tolta di sè dal furore, lo chiamò: vile!
E pur troppo ormai egli era fatto tale; ma l'uomo quanto più lo merita e meno sopporta sentirselo dire in faccia, per la qual cosa Ludovico a posta sua arrovellato le lasciò andare una ceffata, che coltala nel naso ebbe virtù di farne spicciare larga vena di sangue: allora Eponina proruppe nella sua terribile ira di donna; non più gridi cacciò fuori, ma ruggiti; di uno strettone svincola il braccio, ed afferrato un pugnaletto che stava sopra la tavola, con quello in mano corse contro di lui.
Lodovico, sbalordito dal suo atto indegno e dal furore di Eponina, non faceva difesa, e sarebbe senz'altro rimasto ucciso, se in quel punto il commissario di polizia del quartiere, tirato dai gridi, non fosse comparso nella camera. Vista Eponina con lo stiletto in mano, tutta macchiata di sangue, e Ludovico bianco come un lenzuolo di bucato, intimava l'arresto ad ambedue.
Eponina però, avendo chiesto licenza di ritirarsi in camera per lavarsi, ed essendole stato di leggieri concesso, in breve ebbe stagnato il sangue, terso il volto: acconciò i capelli, mutò vesti, e dopo tolta via ogni traccia della ignobile baruffa, si ricondusse pacata nella sala, dove confessò con acconce parole che bisticciandosi col marito avesse prorotto in parole strambe, di cui egli non a torto si era reputato offeso; donde il chiasso e lo schiaffo, che il marito avrebbe potuto in ogni caso risparmiarsi, il quale percotendo il naso era stato cagione del sangue sparso. Tafferugli che sarebbe bene non avvenissero mai fra marito e moglie, ma con tutta la buona volontà del mondo non sempre si possono evitare.
D'altronde simili casi non avrebbero dovuto partorire maraviglia presso i russi, i quali, se la fama porge il vero, sogliono provare la propria affezione alle dilette mogli con qualche solenne carpiccio di bastonate; e le mogli, per quanto se ne sente dire, se a troppa distanza ricevono queste dimostrazioni di amore, si arrapinano.
— Voi dunque, interrogò tutto abbonito il magistrato, veramente siete marito e moglie?
— Voi dunque ne dubitereste?
— Il mio ufficio non è dubitare, bensì verificare; per tanto vi compiacereste somministrarmene la prova?
— Sull'atto; ed Eponina, tornata in camera, ne uscì dopo pochi momenti col passaporto della legazione italiana a Vienna, il quale avendo esaminato il commissario, lo rese dicendo:
— Non ho niente da osservare; pure permettano che io li ammonisca sconvenire altamente a persone ben nate trascorrere in simili eccessi. Quello poi che voi, signora, avete avvertito intorno ai costumi russi, un tempo, è vero, accadeva fra noi; ma adesso pare che questa usanza, sbandita fra noi, abbia trovato albergo presso di voi. Se si va avanti di questo passo, voi altre razze latine tanto presuntuose della vostra civiltà vi vestirete della nostra barbarie, come vi vestite delle nostre pelli.