Anche questa sarebbe stata un'azione degna che Dio ne pigliasse ricordo nel suo taccuino, per ricompensarla nel giorno del giudizio, ma poichè la moderna filosofia ci ha portato via il giorno del giudizio e Dio, la fornaia si chiami saldata dalla contentezza che provò, non mi attento affermare maggiore, ma quasi uguale a quella di vederselo pagare.
La Isabella, salite le scale con lena affannosa, depose la spesa sul tavolino di cucina; guardò nell'armadio, e recatasi la boccetta dell'olio in mano, si fece a sperarla di contro all'aria; visto che conteneva tanto rimasuglio di olio da condire il riso alla Frosina, parve respirare, ed esclamò:
— Anche per oggi non istenterà, la meschina.
Allora, tolto il coltello, si pose a trinciare l'erbe; quando l'aspettava meno, ecco comparirle davanti il padre Omobono, che sempre beffardo le domandò:
— Ebbene, i miei trentatrè soldi li hai tu ammanniti?
— Oh! padre mio, mirate un po' che cosa mi sia riuscito raccattare per vivere la giornata... ed anche il pane l'ho avuto a credenza; e come sfinita si lasciò cascare su di una seggiola.
Il volto, l'atto e la voce di lei facevano testimonianza com'ella pur troppo avesse parlato il vero; per la qual cosa non parve aria ad Omobono insistere sopra il denaro, ma posta mano sul pane, sul riso e su gli erbaggi, il pane si cacciò sotto il braccio e il rimanente in tasca, poi volse imperturbato le spalle per andarsene.
— E noi con che camperemo? gli guaiva dietro Isabella; ed egli, di su il limitare di casa, di rimando:
— Un giorno di digiuno fa bene all'anima ed al corpo; quella preserva dal peccato, questo dalla indigestione — e scomparve.
Isabella, che fino a quel punto non aveva avuto balìa di levarsi da sedere, ecco sentire una fiumana di sangue avventarlesi alla faccia; i nervi irritati impartirle inusitato vigore, e assorta in piedi lo rincorse e lo raggiunse a mezzo la prima scala: qui gli pose la mano al petto e gli disse: