— Rifiuto recisamente.
— In questo caso, guardie, ammanettate costui come ladro colto in flagrante e trasportatelo a piedi alla questura.
— Obbedirò per forza.
Il prete di pallido diventò giallo; le passioni dei preti non conoscono altri colori; le tinte del loro arcobaleno circoscritte a due; tinta di odio e tinta di paura; giallo di burro e giallo d'uovo; entrambi andati a male.
— Come le pare, ma obbedisca.
— Però protesto.
— Quanto vuole; favorisca.
Il prete entrato nella camera a parte, sempre infellonito, ma vedendosi capitato in male branche, così favellò:
— Signor mio, noi non siamo usi a saccheggi nè a piraterie; la buon'anima della signora Amina, non potendo disporre altrimenti delle sue sostanze, a me suo confessore consegnava spontanea certi oggetti di sua pertinenza, onde io ne disponessi a seconda della sua intenzione; anzi, poichè senza offesa del segreto sacramentale, questo posso palesare, per erogarli in suffragio per l'anima sua, e per quella di un altro defunto, del quale avrà forse... senza dubbio contezza il signor Egeo. — E qui gittò di traverso un'occhiata ad Egeo, che parve un colpo di lesina. — Ora io domando, signor questore, se il suo governo, non contento di tribolare i vivi, astia che sieno sollevati dalle pene anche i morti!
— Signor curato; innanzi tutto le ricorderò che il mio governo è anche il suo, e poi che egli veglia perchè i cittadini tutti osservino le leggi. Qui in casa il padrone è il signor Egeo; e voi, lo giudico dalle vostre parole, non ignorate il contratto intervenuto fra la sua consorte e lui. E quando ciò non fosse, chi vi dà il diritto di entrare nelle case dei cittadini, col pretesto di religione, per isvaligiarle? Come mi proverete che la signora Amina vi donava quanto eravate in procinto di portar via?