— Che cosa vuol'ella? Qui domando ad un lettore, che mi ha dato uno strettone alla falda del soprabito.

— Scusi, o che mi permetterebbe una parola?

— La ne dica anche dieci.

— Mi fa la finezza di abbassare il capo, perchè mi perito, e glie la vorrei parlare dentro un orecchio.

— Eccolo abbassato.

— Ma che sia benedetto, la le dice grosse come il cupolone del Duomo; o dove vuol'ella che abbiano la coscienza i Sorci, i Nici, i Rami, i Solicari, i Duecancri, i Garidi ed altra gente di siffatta risma? dunque la tiri un frego al grido della coscienza; lei ce lo ha messo per figura rettorica.

— Ecco, i' ce l'ho tirato; ed ora con sua buona licenza posso ire innanzi?

— La vada a buon viaggio, che San Giuliano e Sant'Antonio l'aiutino.

Dunque Probo fece come colui che si tira indietro per pigliare la rimossa ad abbrivarsi più innanzi; e gli riuscì proprio com'egli aveva pensato, e così a lui toccò aprirsi le porte del paradiso co' grimaldelli, laddove altri ci ebbe a rompere dentro la serratura le chiavi di san Pietro.

Lui allietarono principesche nozze; duchi, marchesi, principi e baroni gli redimirono la fronte coi raggi della loro nobiltà, ed anco a lui il regio favore fece scaturire sul capo due corni luminosi pari a quelli di Moisè, e lo rese sfolgorante di luce propria.