— Ebbene?
— Mi ci sono messo d'intorno, mosso dallo zelo pel governo della E. V., e dai dai, io l'ho frollato, persuadendolo a portare al suo servizio negli uffici così giudiziari, come politici, ed anche amministrativi la sua molta capacità: ond'io la conforto a non lasciarsi scappare di mano questa starna; ch'io so che in qualunque maniera me l'accomodi, o arrosto o in salsa, la proverà una delizia.
— Per amore di Dio, signor presidente, non me lo conduca davanti, perchè, veda, dopo le informazioni che me ne ha dato, il suo genero corre rischio ch'io me lo mangi vivo vivo.
Risero ambedue, ma di un riso di qualità diversa; di subito però il ministro rimettendosi al serio, soggiunse:
— Io non credo niente a questo magnifico acquisto: il suo signor genero ha proceduto sempre ostile alla monarchia in modo scandaloso; anche ieri ostentava sensi esaltati di repubblica... e credo anco un tantino di comunismo; egli capo di tutte le combriccole, egli promotore di comizi popoleschi... non mancano neppure prove ch'egli abbia fatto parte di una congiura contro la sicurezza dello Stato...
— Questo è il bello... si affrettò ad interrompere il presidente, il quale non potè astenersi da pensare: Poveri noi, se invece di conoscerlo sì poco da parergli non conoscerlo, lo avesse conosciuto a fondo! Combattere i nemici co' soldati che abbiamo fatto disertare dalle loro bandiere: noi altri ripetiamo in curia il dettato non sunt sumenda arma e domu rei, ma quando lo possiamo fare, ci sembra andare a nozze.
— Non sempre, massime quando i disertori sono giovani, spesso tornano ai primi amori, li sperimentiamo prosuntuosi, indisciplinati e spesso soggetti a pentimento: in ciò non siamo sicuri nè anche dei vecchi, perchè consideri, signor presidente, anche Giuda rese i danari e s'impiccò.
— Da quel fatto in poi corrono milleottocento e non so quanti anni; il mondo ha camminato, e di coteste corbellerie non se ne commette più; nè V. E., così sapiente nelle arti governative, vorrà negarmi che il tirare a sè i soldati dal partito avverso non ci getti lo sgomento; lo scredita fuori di misura, uno piglia sospetto dell'altro, la paura entra in tutti i cuori, sicchè, quando pure non approdasse per le forze che porta, ci tornerebbe sempre utilissimo per le forze che gli leva.
— Ci è del vero nel suo discorso... non nego che ci sia del vero.
— E poi io l'accerto che mio genero non è pasta da farne salmi penitenziali, i suoi vecchi amici si sono alienati da lui, lo hanno ferito nello amor proprio, gli levarono i pezzi da dosso, sicchè a quest'ora ha segnato sopra il suo libro verde un grosso ma grosso debito a carico di loro, che gli ha da premere di farsi pagare; — e noi, che gli stiamo al canto, procureremo ch'ei lo riscuota senz'altri amminnicoli.