— Sicuro... sicuro, se la vendetta mettesse le sue legna sul fuoco sotto la pentola, questa in un attimo spiccherebbe il bollore.
— Dunque aut aut, concludiamo o non concludiamo?
— Sentiamo via, e che cosa pretenderebbe il suo signor genero?
— Ecco, una procura regia presso la Corte di appello le parrebbe troppo?
— Enorme! Ma che ha dato a rimettere le doghe al suo cervello...il suo signor genero? Di punto in bianco una regia procura! Che scatenìo nel fôro! Che uragano nei giornali! Sopra quanti bisognerebbe passare, calpestandoli come boie panattere!
— Via... via, eccellenza, da quando in qua queste paure di affogare in un bicchiere di acqua? Bene altre sublimi audacie ci ha educato ad ammirare il suo felice ingegno; qui basta fare un po' di vuoto, e il cavicchio ci entra quasi da sè. O che vuole, eccellenza, essere da meno del rosticciere di Londra?[29] Costui con un taglio di carne di due libbre era riuscito ad agguantare un magnifico arrosto di quaranta, e a lei non basterà l'animo di trovarmi un posto pel mio genero? Riscattarmi un'anima? Mettersi al fianco una lancia spezzata tagliente e sicura?
— Ma io non sono mica il ministro di grazia e di giustizia, ed ella è al caso di saperlo meglio di ogni altro... e adesso che fa? perchè si volta addietro?
— Ecco, eccellenza, ho creduto ch'ella volgesse la parola a qualcheduno che mi stesse dopo le spalle... ma via, Conte, che ho fatto mai per demeritare la sua stima; ma che le sembra che tra noi sacerdoti abbiano corso simili tattere? O che non sappiamo tutti ch'ella fa qui la pioggia e il cielo sereno?
— S'ingannano tutti; ed io in coscienza... in onore, posso giurarvi...
— Eccellenza, lasciamo ogni cosa al suo posto, non diamo incomodo a nessuno...