— Ma voi, caro socero, dovreste sapere meglio di me come il sostituto del regio procuratore venga sempre commesso a sostenere le accuse contro gli imputati; ed io, che fin qui sostenni il nobile ufficio della difesa, mutati a un tratto studi ed instituto di vita, dovrò farmi accusatore... incettatore di vittime alla mensa della giustizia...?

— Quanto a questo poi, l'ufficio di liberare la società dai furfanti giudico nobile per lo meno come quello di scarmanarsi per tanti pezzi da galera; nè il banco della giustizia si ha da chiamare mensa, bensì ara; nè tu provvederesti, ma riceveresti le vittime consacrate all'altare; spetta ai giudici la parte di sacerdoti.

— No... non è così... provvisionieri della forca i regi procuratori: gl'impiccatori un po' per uno: il giudice e il boia...

— Ubbie! proprio ubbie!... con voi altri non si vince nè s'impatta; o non avete sostenuto voi, e meritamente, le accuse presso i popoli liberi onoratissime quanto le difese e più, come quelle che chiedono maggior prova di coraggio ed espongono a maggiori pericoli? Cicerone informi, e la sua testa recisa, e la sua lingua sforacchiata. Da' retta a me, non rompere paglia con la fortuna. Considera la immensa soddisfazione di vederti a un tratto mutare scena davanti. Coloro che prima ti squadravano a squarcia sacco, fingendo di non riconoscerti, eccoli tutti umili venire a metterti il prezzemolino al naso; adesso tu li farai aspettare ore ed ore nella tua anticamera come l'ultimo dei tuoi servitori... ecco venuta la tua volta di fingere di non li riconoscere, anzi di neppure vederli... se ti capitassero sotto — e non può mancare che qualcheduno di loro, o dei loro aderenti, non ti ci capiti — io ti raccomando di pigliarti la voluttà di stringerli così per vezzo un zinzino per la gola...

— Ah! proruppe dal cuore Fabrizio, toccato sul debole, se non fosse Dio che mi tenesse le sue sante mani in capo... a quest'ora!...

— Lascia Dio a casa sua, che qui non ci ha che fare; di' che ti tiene la tua superbia o piuttosto la tua sterile vanità.

— Sarà come volete; ma tanto è, una ripugnanza invincibile mi respinge indietro... e poi adesso mi casca nella mente un'altra considerazione: alle gravi spese di casa come potrei sopperire io? La bella e cara Bianca, da noi unicamente diletta, a modo di farfalla che folleggia da fiore a fiore, s'inebria volando di piacere in piacere... ella forma tutta la mia felicità... il mio orgoglio... il mio tutto; ditemi, socero, mi somministrerete voi il danaro che mi mancherà?

Non così pronte si ritirano foglia di vergognosa, o corna di lumaca al tocco altrui, come di subito si chiuse il Vinneri a cotesta mazzata, ma poi riaprendosi a poco a poco incominciò a dire:

— Quando la dovesse andare a cotesto modo sarebbe sempre una cosa passeggera; non si mettono gli ortolani al buio, perchè ingrassati facciano poi nobilissima mostra sopra le mense signorili? Lo stesso, alla più trista, avverrebbe di voi; ma voi non correrete neanche questo pericolo, perchè... perchè il ministro non fa penuriare di danari i magistrati zelanti, che spendono in solerti ricerche dirette a prevenire i delitti comuni, e più i politici.

— E qual profitto mi viene dai danari che spendo per cause inerenti al mio uffizio?