— O te beato eletto al regno dei cieli! Possibile che tu sia così povero di spirito da non comprendere che il ministro, quando vuol provvedere di danaro i suoi beniamini, trova sempre qualche onorato pretesto, onde questi possano darsi ad intendere che non lo mangiano a ufo.

— Io questo so, che quando accetti il mandato di adoperare il danaro altrui per un fine prescritto, se te lo intaschi commetti furto.

— Ecco le solite ubbie: di' su, quando il sarto o il calzolaio ti porta il conto, lo paghi tale e quale, oppure ci fai la tara?

— Io ci faccio la tara.

— D'incanto. Ora, se fai la tara per te, di certo la farai per gli altri, e questa tara ti potrai legittimamente appropriare, perchè da un lato corrisponde ad una tua industria e dall'altro ad una liberalità di animo riconoscente per parte delle persone che impieghi. Aggiungi che in moltissimi uffici, dove per ragione d'impiego l'uomo è costretto, oltre il lavoro ordinario, a prestare opera straordinaria, si ricompensa sempre con supplemento di onorario: di simile natura giusto è il tuo: veruno ti obbliga a vegliare tutta notte, onde altri dorma tranquillo, nè a mettere a repentaglio la tua pelle perchè non isforacchino l'altrui; dunque parmi di tutta equità che ti abbiano a pagare le vacazioni come ad ogni altro impiegato quando lo mandano in gita. La differenza consiste in questo, che agli altri il ministro dispensa il danaro da sè, per te lo rimette nella tua discrezione.

— Andrà tutto bene, ma rifiuto recisamente, conchiuse Fabrizio abbottonandosi l'ultimo bottone del soprabito e facendo atto di andarsene; senonchè il Vinneri, agguantatolo per la mano, lo tirò giù di forza dicendo:

— Non ti licenzio ancora; compiaciti sedere per altri cinque minuti, e ti chiarirò meglio la cosa. Fabrizio, parliamo aperto, ora che siamo a quattro occhi: sai tu chi ti ha procurato tante liti a patrocinare? Io. Sai tu chi te le ha fatte vincere? Io; adoperando coperti accorgimenti; e molle segrete di cui non importa discorrere. Tamen anche le arti della più astuta accortezza all'ultimo si fanno scorgere, perchè dal frutto indovinano il seme. Adesso sai tu a che ne siamo? Te lo dirò io. I tuoi colleghi hanno fatto ricapitare al ministro di grazia e giustizia un lungo memoriale, dove punto per punto si specificano le cause da te avvocate, le ragioni dedotte nelle tue scritture, i motivi delle sentenze, e si prova come senza scandoloso favore tu non potevi vincere in onta al diritto espresso ed alla pratica di giudicare. Infatti, io lo confesso, il troppo amore per te e per la cara Bianca mi ha tolto il lume dagli occhi. Ma ci ha di peggio: i deputati della opposizione minacciano di farne un richiamo in Parlamento, studiosi di dare il gambetto ai ministri; di ciò fu ammonito segretamente il ministro da parecchi esploratori che mantiene nel campo nemico...

Fabrizio si coperse la faccia senza profferire parola; il Vinneri dopo breve silenzio continuò:

— E con bellissimo garbo mi faceva avvertito ch'egli intendeva risolutamente antivenire cotesta botta traditora, non potendo nè volendo esporre a cimento le fortune della monarchia e il credito delle istituzioni costituzionali...

— E il suo portafogli...