E questo la donna disse con tanta ingenuità e suono naturale di voce, che il ministro ci rimase preso, onde per non indurla in sospetto egli si trattenne da stringerle la mano, anzi con accento un po' burbero aggiunse:

— Ebbene, vedremo... ella tenga in sè... occorrendo... sarà avvisata fino a casa.

Si separarono, e la Bianca scendendo le scale mulinava nel segreto dell'animo questi pensieri: — come sono baggiani questi uomini che la trinciano a talentoni: o per le corna, o per le orecchie, o per la coda, noi altre donne li agguantiamo sempre quando ci piace. Credono menare e sono menati, come dice Mefistofele del dottor Fausto.

Di fatti certo dì, per mezzo di discreto messaggero, ella ebbe avviso, il ministro aspettarla nel proprio palazzo; l'ora assegnata giusto quella in cui Fabrizio correva come gatto dietro ai trucioli, a perseguitare volgari facinorosi; in capo alla via una carrozza chiusa l'attendeva; entrerebbe in palazzo non già per la porta maestra, sibbene per la porticina, che si apriva su di un vicolo. — Ella intese e andò.

Andò, e da quel giorno in poi i diamanti da lei venduti furono ricattati; nè questo solo, ma ai diamanti di stras, che per penuria di moneta ella aveva tenuti fin lì mescolati co' buoni, ne surrogò altrettanti per purezza di acqua mirabili. Il marito poi non si accorgeva di niente, come quello che inesperto di siffatte novelle non sapesse distinguere i brillanti dai culi di bicchiere.

Fabrizio, per le insistenze della moglie, e per le pittime del socero, aveva messo il cervello a partito in traccia del modo di soddisfare ai desiderii del ministro; pensandoci su comprese come gli sarebbe tornato facile ad un punto e difficile: anche per lui tutto stava nell'allungare la gamba e saltare il fosso (chè la similitudine del passo del Rubicone è troppo pomposa) alla maniera del Menabrea, e la sua coscienza errava di su e di giù a guisa di anima lungo le rive dell'Acheronte, che non si trovi l'obolo in tasca per pagare il navalestro infernale; provava la sensazione dello arrostito vivo a lento fuoco; forse sarebbe morto col picchiotto della porta del delitto in mano, sempre incerto di battere per farsi aprire, ma un punto solo fu quello che lo vinse.

Ai quotidiani vituperi discorsi, scritti e stampati co' quali lo perseguitavano gli antichi compagni, se ne accrebbe un altro, che veramente colmò la misura: pubblicarono un foglio a guisa di avviso di asta, mediante il quale si fingeva dare ragguaglio dell'esito dello incanto a cui erano state esposte persone diffamate, fra le quali il presidente Vinneri, il sostituto procuratore regio Fabrizio e la Bianca moglie di lui: mediante cotesto foglio informavasi il pubblico che il Vinneri, come roba di presa, era stato comprato per un sacco di ossa; di Fabrizio essere andato deserto lo incanto, perchè il governo lo voleva acquistare col ribasso del venti per cento sul prezzo di stima; la Bianca liberata a S. E. il presidente del Consiglio dei ministri con la riserva dei vizi redibitori.

Il mordace libello destò nei maligni, vale a dire in sette ottavi dei cittadini, risa inestinguibili; per due o tre giorni la marea crebbe, poi cadde, dove caddero sempre vizi e virtù, eroi e furfanti — nell'oblio. — Però lo ingiuriato non dimentica nulla; segna la ingiuria con una tacca nel cuore e lo pone in custodia alla vendetta.

Quantunque ognuno dei tre presi di mira dal libello famoso dovesse rifuggire da tenere proposito di cotesta brutta avventura, pure riuscì loro impossibile tacerne del tutto. Il Vinneri ogni discorso circa cotesto argomento finiva stendendo l'indice sul piano del tavolino, come se intendesse ficcarcelo a forza, e con una maniera di squittìo ripeteva: — Adagio, veh! a modino, ma senza pietà.

La Bianca, al contrario, avvampava, le braccia menava in giro smaniosa come ale di molino a vento, trasaliva convulsa minacciando nientemeno che gettarsi dalla finestra se il marito non la vendicava: — Venti... venti giovani animosi, se fosse rimasta fanciulla, a quest'ora si sarieno presentati a vendicare la sua fama: non avere unita la sua sorte a quella di un uomo per trovarsi impunemente insultata; — però Fabrizio, buio, volgeva nell'anima cupi pensieri; andava a se stesso dicendo: