Nè rimasero trascurati gli imi, i quali a prova sperimentiamo spesso più utili dei potenti, e con poco mantengonsi bene edificati; i pesciolini di vasca corrono a frotta ai bricioli di pane, i tozzi li spaventano. Allo sforzo continuo degli interessati irrequieti a soffiare co' mantici in mano, il metallo prese a squagliarsi.

Il ministro più che volente era entrato nel disegno; se repugnante, sarebbe stato lo stesso, che lo avrebbe travolto senza rimedio lo impiegatume, ai tempi nostri con reo nome, convenevole alla cosa, appellato burocrazia. Questa cancrena degli Stati ti avviticchia e ti attortiglia, non già terribile quanto i serpenti venuti da Tenedo Laocoonte e i suoi figliuoli, bensì a modo di lombricaia schifosa e invincibile.

Io non so se gli impiegati convengano la sera insieme a pregare, ovvero ognuno preghi da sè; fatto sta che tutti, prima di coricarsi, si genuflettono accanto al letto, e con le mani giunte a punta di lancia, sicchè sembra che vogliano sfondare il cielo, cantano sull'aria del Veni Creator Spiritus una invocazione al Genio dei manifesti teatrali, dei discorsi della Corona, delle esposizioni dei direttori delle società in accomandita e dei programmi ministeriali, affinchè si degni stabilire dimora permanente in Italia, e sì gli dicono:

«O nato da un tagliacantoni in Ispagna, battezzato in America, dove gli fu compare Barnum, e nudrito da una spaccamonti in Francia, deh! non aspettare (poichè la prima volta hai potuto scamparne per miracolo) che i prussiani ti attrappino la seconda e ti taglino l'ale: che cosa diventereste allora? Un passerotto saltellante per casa destinato a cibarsi di pappa ed a morire del male del calcinaccio; passa le Alpi e vieni ad abitare fra noi; in Roma ci puoi stare anche tu; noi ti aspettiamo a braccia aperte: quasi vergine qui troverai il terreno: insegnaci tu a ridurre a cultura le immense pianure della bugiarderia e la virtù dei concimi della sfrontatezza e della impudenza: portaci di quel prezioso seme di balordo, che, sparso a tempo con le regole delle società in accomandita, fa, come abbiamo udito da persone degne di fede, delle cento per uno: ammaestraci a segare la messe degli azionisti babbei. Scendi, o invocato, scendi. Il genere umano non si mostrò mai ingrato ai suoi veri benefattori; mira! Trittolemo, che insegnò ai mortali l'arte di seminare il grano, e Cecrope quella di raccogliere le olive, e il Cavour quella di piantare carote, ebbero devoti, sacrifici e simulacri. Noi saremo tutto per te; qual più vorrai intorno al tuo capo corona di alloro o berretto da notte; che se ti piacesse avere le mani in pasta, noi ti procureremo il portafogli dell'agricoltura, o se piuttosto ti talentano gli onori, ecco qui, tu ti puoi sfiorire. Vuoi croci di Corona d'Italia? O vuoi commende dei santi Maurizio e Lazzaro? Parla, non peritarti: solo non ti promettiamo collari, perchè cotesta la è roba da cani». La industria degli abbindolatori consiste nel mescere il vero col falso, ed anco nel metterti il paraocchi prima di mostrarti un negozio, perchè tu veda la strada piana innanzi a te, ma ti rimanga nascosto l'abisso che ti si scoscende allato. Però in questa faccenda gli ufficiali potevano assai di leggieri dimostrare al ministro che la impresa proposta era migliore a pane che a farina: ed ora gli magnificavano il concetto di porre, per virtù di queste strade, in comunicazione celerissima fra loro le parti più remote d'Italia: l'agricoltura ampliata, accresciute le industrie, i commerci promossi: paduli sterminati convertiti in campi fiorenti di ogni bene di Dio: bonificato l'aere maligno, le maremme scomparse: in mano alla madre natura messo un pettine d'avorio, laddove prima ravviava i capelli ai suoi figliuoli coll'erpice: le boscaglie infami un dì per latrocini ed omicidii, ora ridotte in dilettosi recessi dove le coppie innamorate vanno.... a far funghi.

La burocrazia cala un'altra veduta del mondo nuovo, e mette sotto gli occhi al ministro i benefizi della secondata corrispondenza, non pure d'interesse, ma sì d'intelletto e di affetto fra le molteplici generazioni della gente italica, donde ha da nascere la fusione vera di tutte in una famiglia sola; perchè, caro mio (i segretari generali danno del caro mio al ministro), la non si confonda, i vari pezzi di cui va composta l'Italia per ora stanno cuciti a filzetta, mentre prudenza consiglia ad assicurarli a sopraggitto. Di più, consideri quali e quanti vantaggi ridonderanno dai quattrini stranieri risucchiati qui da noi. E ci hanno cervelli malsani che temono possa perpetuarsi a questa maniera la dominazione degli avventicci, surrogando in certa guisa la prepotenza del danaro a quella delle armi; non dia retta, le sono fisime coteste. Il concetto del Danton, che il cittadino non si porta sotto le suola delle scarpe la patria, non è pensiero, bensì dolore di corpo dei repubblicani di quei tempi: oggi non usa più, e i repubblicani dei giorni nostri cantano a squarciagola il coro degli zingari del Turco in Italia: «Nostra patria è il mondo intero.» Ad ogni modo, se non ce la porta il cittadino, ce lo porta il banchiere: patria per lui ogni paese dove il denaro frutta dal venti per cento in su. Di fatti gli ebrei furono chiamati a Firenze dalla repubblica a patto che, oltre il diciotto per cento sopra la moneta prestata, non avessero a pigliare per usura. Tanto vero che pel banchiere patria è quella dove fiorisce l'usura, che gli ebrei non sono voluti tornare in Gerusalemme: per la fabbricazione del tempio avrieno potuto aspettare, ma per la Borsa no: è indispensabile che ce la costruiscano prima. Edificata che sia, quel Dio che precedè il popolo d'Isdraele verso la Terra Promessa dentro una colonna di fuoco, lo ricondurrà a Gerusalemme avvolto in una nuvola dove si leggerà scritto: «interessi al 50 per %, netti da provvisione e senseria.»

E non ci ha dubbio, i pensieri e gli atti di banchieri rassomigliano a capello agli atti ed ai pensieri dei tarli; ma come ai tarli avviene trovare per ordinario la morte nel buco ch'ei fanno rodendo, così dai corpi dei banchieri strani, morti nel nostro paese, la natura caverà l'umo, o vogliamo dire terra vegetabile per piantarci cavoli nazionali. Vantaggio strepitoso, incalcolabile! Arrogi che ingegneri e scienziati, così inglesi come belgi, francesi e alemanni, qui accorrendo ad esercitare le loro professioni, le insegneranno agli italiani; e come degli ingegneri dicasi degli operai, e perciò dobbiamo aspettarci di veder sorgere qui industrie doviziose, non mai più viste nè conosciute in Italia....

O segretario generale caricato per compire la tua sonata fino all'ultima nota, tu pigi troppo e corri rischio di sfondare l'organo. Quando la più parte d'Italia si reggeva a repubblica, ricorda che a Firenze fiorivano le arti di Porsammaria e di Calimara, mentre la Inghilterra ci mandava le sue lane gregge ai tempi di Enrico VIII, e la sua figliuola, la potente regina Elisabetta, non usava calze. Le grandi e nobili industrie risorgeranno fra noi quando tutte le arti maggiori non consisteranno nello scorticare e nel frodare; e quando frutterà più onore scoprire una stella che una baldracca al regio scannatoio, o una taglia pel regio erario; quando finalmente il premio alla virtù non si butta per terra, affinchè ella nel raccattarlo s'infanghi... Oh! scusino, signori: io mi batto il petto e mi chiamo in colpa, se in un impeto di passione mi è cascata la maschera; torno a riallacciarmela subito ed a mostrare di ridere perchè altri rida.

Approssimandosi il tempo di tirare in terra le reti, gli amici Omobono ed Egeo ebbero insieme questo ragionamento.

— Egeo, io ti ho da dire una cosa.

— Amico mio, dimmene due.