— Io ti ho da dire che più ci penso, e più sembra non sia stato ammannito abbastanza il terreno parlamentare.

E questo osservava costui per paura, perocchè sapesse pur troppo di far del resto sopra l'ultima carta; mentre Egeo, il quale credeva di aver mestato più che Carlo in Francia, rispose:

— Di più non si poteva; non sono mica terre da conciarsi col guano i deputati, nè con la pollina, nè con altri ingrassi.

— Che vuoi tu? È meglio avere paura che toccarne. Per me, se fossi papa, metterei la indulgenza plenaria a chi mi pestasse dentro ad un mortaio quei cialtroni di deputati repubblicani; to', ci pestarono un filosofo, potrebbero pestarci anche costoro, che non sono filosofi.

— Eh! la garberebbe anche a me; ma non usa più adesso pestare la gente nei mortai, e bisogna adattarci ai tempi. Tu, però, affoghi dentro un bicchiere d'acqua: dimmi, hai tu mai pensato cotesti repubblicani che sieno? Come le femmine, le quali dopo essersi arrabattate molti anni invano a farsi tentare, per disperazione si vestono monache, così certuni deputati, poichè rimasero due o tre sessioni in mostra su gli scanni della Camera, a mo' dei mezzi cocomeri sopra la scalinata, senza attirarsi carezza o sguardo del governo, per disperati si gettano al repubblicano. Essi si cullano nella fiducia che veruno conosca il fatto loro, e invece tutti li conoscono dall'a fino alla zeta, e li deridono; di costoro, va' pur sicuro, la voce, da qualunque parte del corpo la mandino fuori, è stimata del pari.

— Di parecchi io non contrasterò che tu abbia ragione da vendere, ma per altri poi.... noi che di virtù c'intendiamo.

— Noi conoscitori di virtù! Si vede espresso che tu hai oggi, Omobono, alzato il gomito a tavola.

— No, non è questa la ragione; vieni qua che te la dirò dentro un orecchio: — per conoscere i galantuomini non ci è quanto i furfanti; basta metterci accanto a loro per vedere subito la differenza. Persone che s'incocciano nella onestà ce ne fu sempre, e ci sono.

— Gua'! ci sieno; il nostro mestiere sta nello annientarle, non col pistello, ma in altra maniera consentita dalla odierna civiltà. Osservale bene e vedrai come le si distinguano in due categorie: in iraconde ed in flemmatiche: le prime di più facile cottoia, sicchè quando esse tutte infervorate favellano, e noi o tossiamo, o stranutiamo, o sbadigliamo, od esclamiamo in diverso tono le cinque vocali, o buttiamo là una buffonata.... insomma fraus arma ministrat per confonderle; se mostrano i denti accennando a mordere, e noi componiamo a gravità il sembiante, ma sotto ai banchi lavoriamo di piedi. Di siffatti tiri noi possediamo un flagello, e non ci accade mai di votare il sacco; per ordinario non siamo giunti al terzo, che le iraconde pigliano il cappello, sfogansi in fulmini di parole, che non hanno mai incenerito alcuno, e se ne vanno via colla spuma alla bocca. Buon viaggio! A nemico che fugge ponte di oro. Co' deputati flemmatici si desidera un altro governo. Tu sai come la polizia, sotto gli stoppacci dei suoi calamai, allevi un semenzaio di giornalisti; è patto fra noi e la polizia che ad ogni nostra richiesta ce ne abbia a fornire un corbello: sovente ce li dà a mezza gamba, purchè facciano un viaggio e due servizi, vale a dire calunniatori per noi, per lei spie; ma talvolta ci tocca pagarli a noi soli, e sarebbe un guaio se non rinviliassero ogni dì, stante la portentosa loro moltiplicazione. Io non so di anatomia, ma li credo di natura di cimice, che ha i due sessi, così almeno dicono. Costoro valgono oro quanto pesano: nel riferire ch'ei fanno in succinto le orazioni di questi deputati che voglionsi demolire, se ne sopprime con diligentissima cura il buono e il bello; se ne arruffano gli argomenti, i raziocini si alterano; le parole si mutano così che paiono matte o briache. Quei dessi che le profferirono, rileggendole, forza è che esclamino: possibile mai che noi abbiamo sciorinato tante melensaggini? No, voi non le avete discorse, ma come ne chiarirete il paese? Intanto il ragguaglio doloso, stampato sopra centomila fogli, il vapore con lena affannosa trasportò da un capo all'altro d'Italia; dentro ventiquattr'ore si lesse a Susa e ad Otranto. La Gazzetta Ufficiale seguita i nostri giornali alla lontana, come san Pietro Gesù quando lo trasportavano al pretorio; e poi chi la legge? Ovvero vorranno riparare con le proprie forze alla botta proditoria? Fuori danari, e quando la tua orazione vedrà la luce, riveduta e corretta, sarà tardi: il vortice perpetuo dei casi quotidiani avrà tolto ogni importanza ai fatti passati: il paese accorrà il tuo discorso come un cavolo a merenda. Possediamo altresì un altro segreto, e questo consiste nella congiura del silenzio: ai Piombi di Venezia e al Canale Orfano sostituimmo la pratica di non profferire mai il nome della persona a noi infesta, non cenno circa i suoi scritti, non allusione sopra i suoi gesti... tenebre ed oblìo intorno a lui... in breve ti comparirà una figura deforme nel fitto alla caligine.... figurati una maniera di sfinge più che mezza affondata nella sabbia del deserto. Vorrà ostinarsi a stare? Che cosa importa a noi? Invece di scomparire di schianto, lo disfaremo in limatura di ferro; per noi la messa torna a mattutino. Il popolo è con noi. A cui afferma il popolo grato ai suoi benefattori, elleboro e doccia di acqua fredda sul capo. Il popolo non ama alcuno, nè manco sè; egli odia ed obbedisce unicamente chi ha potenza di fargli del male....

— Tu predichi ai convertiti, Egeo, soggiunse Omobono; di questa tua roba in magazzino ne ho delle moggia ammuffite: generalità che in pratica troviamo sempre corte, o da capo o da piedi. Senti me; sai tu quando mi son fatto le stincature? Quando reputai la cosa certa. Dammi retta, poichè noi co' nostri grimaldelli abbiamo aperte molte serrature, ci ripromettiamo schiuderle tutte, e ci inganniamo; quando te l'aspetti meno, ne incontri una con la quale non si scavicchia nè per Dio nè pei santi. — Poichè il tempo ci avanza, industriamoci a spianare ogni difficoltà: mandiamo attorno e andiamo noi stessi a spillare se possono elevarsi contrasti, e quali; rimoviamoli, attiriamoci la più parte dei deputati; tutti se possiamo: non lasciamo aperta fessura donde possa entrarci in casa la disgrazia. Bisogna riuscire, capisci, bisogna riuscire.