— Ebbene, abbiamo che V. S. è libera, liberissima di andarsene quando le pare e le piace; anzi le dichiaro che qui dentro io non lo potrei più tenere; se vuole favorire nel mio appartamento io me lo recherò a grazia superiore alle mie speranze.
— Bene... bene... grazie... me ne approfitterò per un'altra volta.
— La si accomodi, ma si ricordi di avere in me un umilissimo servitore.
— Alla occasione ce ne rammenteremo.
Il giudice stava a bocca aperta, non sapendo in qual mondo si fosse; ma riavutosi dal primo sbigottimento, lo istinto sbirresco del male captus, bene detentus[32] prese il disopra alla prudenza, onde levatosi con viso acerbo esclamò:
— Come può essere questo? Badi, signor direttore, a quello che fa! Lei corre rischio, nientemeno, di perdere l'impiego.
— Caro avvocato, pensi ella ai casi suoi, che per dare retta a lei ho corso pericolo di trovarmi sul lastrico: favorisca di qua...
E condottolo nello scrittoio, aggiunse.
— Veda, io mi sono salvato per miracolo — e così dicendo gli pose sotto al naso uno scritto breve, il quale sonava così:
«Illustrissimo sig. cav. direttore,