— Glielo dirò, ma buci — e in così dire si pose l'indice lungo la bocca e il naso — egli è una spia.
Rientrarono, e Sotero ordinò al direttore mandasse per una carrozza, la quale venuta, il direttore e il giudice si fecero debito di accompagnarlo sprofondandosi in inchini. Il cancelliere poi mantenne la sua dignità sapendo che i premi non erano per lui, e guai non ne temeva,
.... che il folgore non cade
Su basso pian, ma su l'eccelse cime;
onde con la compostezza medesima con la quale aveva disposto i suoi arnesi, li rimise dentro per adoperarli in pro di qualche altro più fortunato di Sotero. Arrivato Sotero allo sportello della carrozza, stesa la mano al direttore, lo ringrazia della cortese ospitalità, accertandolo ne avrebbe conservata buona memoria.
Qui si trasse innanzi il giudice, il quale belando gli si raccomanda a non tenere rancore contro di lui; pensasse al suo stato di subiezione, sempre e poi sempre costretto, anche contro la sua volontà come contro coscienza, ed in ispreto della legge ad obbedire.... ah! se non fossero cinque figliuoli e la moglie che gli stanno alla vita, quattro più che i serpenti a Laocoonte; ma ormai ci sono... mi raccomando in visceribus; — ci contentiamo non ci faccia male; metto me, i cinque figliuoli al suo servizio.
— Io non la tengo in parola, sarebbero troppi. La si calmi, non sono vendicativo io; nè so vedere in che ella mi abbia offeso: sappia che approvo e lodo gli impiegati zelanti, i quali senza tante invenie obbediscono agli ordini dei superiori quali essi sieno; — anzi, in prova di perfetta amicizia, si compiaccia salire in carrozza col signor cancelliere, che vo' procurarmi l'onore di accompagnarla. In carrozza ha condotto me, in carrozza permetta che io conduca lei.
— Ma le pare! Adesso mi corre il debito andarmene difilato a informare di quanto accadde il signor sostituto del regio procuratore.
— Tanto meglio, che io pure mi dirigo costà, e pel suo medesimo motivo.
— Come così è, andiamo.