E qui avendo notato la faccia disfatta di Fabrizio e lo abbattimento che si era impadronito di lui, per dargli coraggio riprese:
— E ora che costernazione ti piglia? Se il governo ti dà mano a imprendere questo processo (ed io mi ti offerisco disposto a dartene due), ciò ti dichiara espresso che delle tue carte non fa caso, nè te le mette a carico: per me giudico che a quest'ora ei le abbia distrutte: anche in questo io mi ti proffero per aiutarti, e sta' sicuro che quando ti dirò io: poni il piede qua, tu non affonderai nelle fitte. Per ora addio. Se mi vorrai, manda per me di notte come di giorno, e risparmia giandarmi, chè io appartengo alla specie degli agguantatori e non all'altra degli agguantati. Qui fuori aspetta il giudice istruttore, quasi basito dalla paura di perdere l'impiego: rimettigli il cuore in corpo; però negli affari che ti premono non ti valere di lui: di denti non manca, ma per tuo governo sappi che non è can mastino abbastanza, e poi svagella dalla miseria... e addio.
A Fabrizio uscì di mente il giudice; costui coi pugni chiusi e le braccia tese, lo sguardo fiso, immobile in tutta la persona, stette lunga ora: pareva una sfinge di granito: quello che lo molestasse potrebbe forse argomentarsi da queste parole, ruggite piuttostochè discorse, le quali posero fine alla sua distrazione:
— Ait latro ad latronem; il ladro sta bene coll'assassino.
Ercole al bivio: se non che delle due vie che occorrevano dinanzi a lui, una menava alla virtù e l'altra alla perdizione; mentre entrambe quelle che si paravano davanti a Fabrizio conducevano alla perdizione; ma l'una diritta e senza intoppi fino allo inferno, l'altra prima di arrivare allo inferno incontrava per via un baratro dove si sarebbero inabissate la fama e la fortuna sue, e da questa aborriva; ond'è che, sedendo a mensa con la moglie, poichè rimase lunga pezza a tavola, all'improvviso ruppe il silenzio dicendo:
— Sai tu, Bianca, che cosa ci è di nuovo?
— Che mai? domanda la donna rimescolata.
— E' ci è che io non posso più, come ti aveva promesso, vendicarti, e con te l'onor mio.
— E perchè? rincalza la moglie con batticuore crescente.
— Domandalo al presidente del Consiglio dei ministri, tuo amico.