— Vedere il presidente io? Io tornarci? Ma che lo pensi? Lo pretendi davvero?
— Ma la mia reputazione, non ti pare che verrebbe a soffrirne?
— E ora ch'è questa reputazione tua? La reputazione della moglie come ogni altra cosa di lei spetta al marito. La moglie può... anzi deve sempre andare dove il suo marito le comanda... obbedire sempre. Questa tua esitanza, vedi, Bianca, mi offende nel più vivo dell'anima... e non onora nè anche te; mi pare che tu stimi la tua virtù uno di cotesti edifizi che stanno ritti perchè nessuno li tentenna.
— Ma che diavolo vai tu fantasticando con quel tuo cervello fatto a scacchi; nè io te offendo, nè faccio torto a me: tu m'insegni che di male lingue non ci fu mai penuria nel mondo, e suona antico come bello il proverbio che dice: «una stilla di inchiostro basta a macchiare, ed una libbra di sapone non basta a lavarla.» È vero che la fama della moglie appartiene al marito, ma è vero altresì che spetta principalmente alla moglie averne cura e custodirla.
— Ecco, voi altre donne sempre così; se non ci va di mezzo il comodo vostro, vi nascono più dubbi che pulci, ma se ci entra uno scrupolo del vostro interesse, allora non ritegno, non riguardo; giù buffa; e allora vi accorgete di essere cascate nell'acquatrino quando vi sentite il fango fino alla gola. Rammenta che io mi sono fitto in questo ginepraio per vendicare te, tuo padre ed anche me: ricordati che io ci vo di male gambe, e solo che voi accenniate di lasciarmi sopra le secche di Barberia, io butto a monte ogni cosa; qui adesso si fa del resto, — o palle o santo... — E poi, ripreso fiato, con suono che teneva del rimbrotto e del lamento, continua più infervorito che mai: — fin qui io credei che tu avessi sposato, o Bianca, non solo le mie gioie, ma i miei dolori altresì, sovvenuto a portare la mia croce nel mondo, a uscire di angustie, ad ammannirci uno splendido avvenire, a ritornare in fiore, a rimettere su casa alla grande, con vettura, diamanti, palco al teatro, veglie...
— Eh! via, smetti una volta da predicare, che non siamo in quaresima; calmati, marito mio, e vivi tranquillo, che lo aiuto della tua moglie non ti verrà mai meno. Or fa' di stendere un bocconcino d'istanza, affinchè S. E. voglia usarmi la cortesia di ricevermi in udienza particolare, perchè, vedi, presentarmi in combutta con la moltitudine mi uggisce fino alla morte; se la cosa urge, tu chiedila per domani a mezzogiorno, bene intesi, al palazzo del ministero; tu stesso la porterai quando ti rendi all'ufficio alla solita ora. Da parte mia fo conto levarmi per tempo e andarmi a confessare; se la beata Vergine mi ispira, anche a comunicarmi, affinchè Dio mi faccia la grazia di ottenere dal ministro tutto ciò che il tuo cuore desidera...
Credo che si abbracciassero e baciassero; io ebbi ad uscire, e non mi trattenni tanto in casa loro da verificarlo, però metto su pegno che l'andò a finire proprio nel vero modo che vi ho detto.
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— Che miracolo è questo! Venirmi qui improvvisa in camera alla sette di mattina, esclamò il signor conte di ***, presidente del Consiglio dei ministri, nel vedersi cascare nella stanza da letto la Bianca, quasi bomba briccolata in fortezza nemica.