— E tornerai?
— Dio sa quando; — e con voce sommessa aggiunse: — forse mai più.
— Ma la ragione? Anche ai condannati leggono la sentenza.
— Doveva partire senza rivederti; ma tu, che sai che cosa è amore, pensa se mi bastasse il cuore. La ragione pur troppo ci è, e feroce, ma non dipende da me; tanto ti basti e ti sia di conforto sapere che io ti ho amato, ti amo quanto creatura umana può amare, che sono misero, ma misero assai, compiangimi di vedermi ridotto a tale di desiderare che altri ti renda felice, poichè io non potei.
— E credi tu, Omobono, che un amore pari al nostro si rompa come un filo di cotone? Io ti contemplo così disfatto da movere a pietà, non che la tua sposa, il tuo più fiero nemico; vieni, riposa il tuo capo su questo seno, che palpita per te: lasciati consolare, diletto mio... sfogati... non ci giurammo esserci compagni così nelle gioie come nei dolori? Chi altri sarà mai fuori della moglie di Cireneo che aiuterà il marito a portare la croce?
Omobono non esitò ed accettare l'asilo del seno della sua Amina, e, riparato una volta nel fidatissimo porto, era impossibile che non vi si alleggerisse del carico del suo travaglio; sarebbe stata scortesia, o piuttosto salvatichezza, e la natura aveva fabbricato gentilissimo il nostro Omobono; — e poi, se si ha da dire come la stava, nonostante ch'ei nicchiasse, si sentiva voglia di parlare per lo meno quanto ella di udire. Impertanto, dopo qualche lezio, egli le riferiva punto per punto la conferenza che aveva avuto luogo fra il suo nonno e lui; ho detto punto per punto, bene inteso però riveduto e corretto per suo uso.
Anco quando le palle stanno ferme, avviene di radissimo che noi raccontiamo preciso la faccenda come l'avvenne; tanto meno poteva pretendersi nell'agitazione e nel pericolo in cui si versava Omobono.
In simili frangenti l'uomo costuma tagliarsi con la lingua la propria storia e adattarla al fatto suo nella medesima maniera che il sarto gli taglia con le forbici il vestito a suo dosso. Di vero Omobono non mentì, tacque tutta la parte concernente i biglietti falsi, inducendo Amina a credere ch'egli, tra recapiti mercantili, valori e biglietti di banca, si trovasse a possedere il valsente di un milione e più.
Omobono non li vide, perchè tenendo la faccia bassa sopra il seno di Amina, meditasse che, se caso mai avesse dovuto morire, fin d'ora lasciava per testamento volere essere sepolto vivo là dentro: io vidi sì corruscare gli occhi all'Amina al modo stesso che balenano alle bestie feroci nel punto che stanno per avventarsi sopra la preda; ond'ella, più felinamente carezzevole che mai gli fosse stata, stazzonò i capelli e le guancie di lui e interrogò poi con voce che sì e no pareva lamento:
— Ed ora, sposo, può la tua moglie sapere che cosa tu intenda fare?