— Dio ne guardi, povera creatura!

— E il padre mio travolto nella miseria? A lui tanto più aspra quanto più insolita.

— Di certo; dunque la non si stia a confondere, penserò io a rimediare.

— Ma come potrò io uscire dall'agonia del pendere incerta per la vostra salvezza?

— Aspetti, egli era appunto quello che io stava per dirle. Da domani in su Foldo, il fornaio di via Ciovasso... lo conosce?

— No, bensì ho udito parlarne.

— Bene; quando non ci sarò io, ad ogni suo bisogno faccia ricapito a lui; — ma mi raccomando con circospezione, senza che veruno lo sappia. Dunque da domani in su Foldo le manderà a casa un filo di pane; lo guardi bene dentro, e quando ci troverà un franco, ciò vorrà dire che siamo fuori di prigione, e quando due che ci troviamo fuori di Stato: sul partire per l'Inghilterra le scriveremo addirittura per la posta.

— Ho capito...

— Il pane non istia a pagarlo, faremo i conti con Foldo quando sarò di ritorno... ora ecco qua un biglietto di Curio, lo legga, poi ragioneremo del resto.

Isabella prese il foglio, lo baciò, lo lesse in un bacchio baleno, e il sangue dal cuore le refluì sopra le guancie.