— In questo punto Arria, la tua sorella, è passata a miglior vita. La madre tua ed Eufrosina mia, inginocchiate intorno al letto, pregano pace all'anima di lei e piangono.

— E come hai fatto a saperlo?

— Il come ignoro: piglia ricordo del giorno e dell'ora, ed a suo tempo lo riscontrerai.

Se Filippo quello che disse credesse, o piuttosto il facesse per purgare l'animo dello amico dalla tetraggine che gli si era cacciata addosso, non saprei, fatto sta che Curio prese nota del caso, e gli si ravvivò lo spirito come lume per nuovo olio versato nella lucerna, — e insieme con lo spirito i sensi da lungo tempo inerti ripresero la consueta alacrità.

— Raccattiamo dunque il bordone, disse Curio, e proseguiamo il pellegrinaggio: intanto seguirò il tuo consiglio, allontaniamoci dallo alligatore, che se ci vedesse non ci concederebbe andare un tratto per la via.

— Giusto, era quello che pensava ancora io, perchè tanto, dinne quante vuoi, gli uomini meglio dei coccodrilli saranno sempre.

Quod est videndum, Filippo; — conchiuse Curio, ed entrambi mossero di conserva lungo la ripa del fiume, sperando imbattersi in barca o in chiatta che dall'altra sponda li traghettasse. — Poichè ebbero camminato per buono spazio, notarono con maraviglia la ripa torcersi a gomito e spingersi traverso al fiume, in guisa di penisola, mentre le acque, invece di arricciarsi a cagione di simile ostacolo, tentando passare di sopra, avvallansi gorgogliando scorrono per di sotto; allora sostarono dubbiosi di avventurarci il piede; notandovi poi segnato un calle assai trito, ci si commisero sopra. Considerando essi sottilmente, come avviene quando ci occorrano cose inopinate e strane, cotesta superficie osservarono che l'andava composta da una congerie di tronchi e di rami di alberi o rotti o sradicati; la superficie in parte compariva sottilissima, in parte più profonda e contenuta come in gabbionate di vimini; qua e là incontravi certa maniera di pozzi di cui le pareti erano formate di tronchi di albero l'uno incastrato dentro l'altro, donde si udivano le acque del fiume scorrere fragorose verso il mare.

— Tutto qui mi fa perdere la tramontana, cominciò Curio a favellare; fiumi che invece di scavarsi l'alveo sopra terra, come usa fra noi, ci passano di sotto; foreste che si staccano dalla sponda e si mettono a viaggiare per trasferire altrove il proprio domicilio; acque colore vermiglio, quasi che dopo tanti secoli non siano anche giunte a lavare la terra dal sangue di cui i ladroni spagnuoli la inzupparono...

— Ecco che ti ribollono le solite fisime: se invece di erpicarti su pei peri tu porgessi attenzione a quello che si favella intorno a te, tu avresti udito e adesso rammenteresti due fiumi in America pigliare nome di Coloradi, uno dei quali scorre nel Texas, l'altro in California; qui, oltre il Colorado, vi ha un altro fiume chiamato Riviera Rossa, e ciò a cagione del mescolarsi che fanno le acque con certe terre ferruginose.

— Lo sapeva, Filippo, e la fantasia mi ha posto le mani sugli occhi dell'intelletto, perchè se le acque dei fiumi avessero ad andare tinte di rosso per via del sangue umano mescolato fra loro, qual fiume al mondo potrebbe mostrarle limpide? Mario, dopo la strage dei teutoni, quando assetato e stanco scese in riva al fiume, non più bevve acqua che sangue; ma i teutoni a suo tempo ci barattarono un Mario in dieci Radetski. Basta; tiriamo innanzi e Deus providebit, come disse Abramo quando s'incamminava a scannare il figliuolo... a proposito, Filippo, sei tu amico della Provvidenza?