— Candida? — Alla qual voce rispose una maniera di grugnito dallo interno di un casotto immondo e fetido, che era ad un punto sala, camera e cucina, e di tratto in tratto anche inevitabile bottega di ciabattino, marito della Candida. Sul davanti del casotto si apriva una finestra munita un giorno di vetri, oggi di foglio unto e di ragnateli. Ora, siccome dal grugnito in fuori non usciva altro dal casotto, il presidente, facendo del cuore rocca, c'introdusse il capo e vide. Che vide mai? Candida, che stesa a pancia all'aria su di una cassa si faceva guanciale del capo del suo marito, aggomitolato sotto alle spalle di lei; ed ecco come sta la cosa. Questa coppia elettissima di sposi, vincolata co' più stretti nodi del comune amore per l'acquavite, sovente si trovava briaca nel medesimo tempo da non poterne più; sicchè invece di badare per altrui, aveva dicatti di badare a sè stessa. Gl'inquilini, dopo averla minacciata più volte di licenziarla, l'ammonirono che cotesta volta erano buone mosse, e se avesse mancato poteva baciare il chiavistello: allora si stringe in conferenza per provvedere al caso, e deliberò darsi la muta con questa ragione, che il marito si ubriacherebbe il giorno e la moglie rimarrebbe sana, la notte all'opposto; fare insomma uno accordo contrario a quello di Febo con Febea, dove questa prese a splendere la notte e quegli il giorno. Ora, siccome il presidente tornò a casa nelle ore in cui il marito aveva diritto di starsene briaco e la moglie il dovere di mantenersi ad occhi aperti, accadde ch'egli trovasse la Candida supina sopra la cassa, riposata sul marito convertito in guanciale.

— Candida, ripetè il presidente; ed ella senza moversi:

— Lustrissimo! In che posso servirla? Comandi, in che posso obbedirle? Per lei mi metterò in quattro ed occorrendo in sei. E non si moveva.

— Zitta! non isvegliate il marito.

— Per questo poi! Non si sveglierebbe nè anco se gli angioli del giudizio si allentassero a sonare le trombe.

— Candida, prosegue il presidente, voi sapete che state sotto la mia speciale protezione.

— Fin qui non me n'era accorta, risponde sbadigliando ed allungando le braccia la donna.

— Come non ve ne siete accorta? O le tre lire al mese non ve le do io? O le cinque lire di mancia per Pasqua di ceppo ve le dà il re di Prussia?

— Allegri, ci è da scialare. Oltre queste quarantuna lira l'anno, è più facile che mi caschi sul capo un tegolo dal tetto, che in tasca un soldo da casa.

— Be'! be'! Quello non fu fatto si farà: intanto a voi questo cavurrino.