— Molto benissimo! — intanto che gettava il suo dollaro nella zuppiera.
Qualche tessiano di origine spagnuola parve volersene risentire, senonchè la coscienza, tirandogli una falda del vestito, gli susurrò dentro all'orecchio destro: giù la superbia, che tu sei fantino non solo da scroccarti lo scotto, ma sì di portarti via la posata. E la fame, tirandolo per l'altra falda, gli urlò nell'orecchio sinistro: arrabbio: ond'egli si adattò a pagare, e gittando il dollaro tempestava percotendo del pugno su la tavola: da bere! da mangiare!
Allora il pranzo riprese il suo andamento con tale puntualità, che meglio non avrebbe potuto ordinare il capitano Lamarmora, buon'anima, se togli che questi alla campana avrebbe sostituito il figlio della sua predilezione, il tamburo... Ed ella che vuole, signor lettore, che mi fa cenno di parlare? Udiamo, via, che ho fretta... sicuro! Siamo d'accordo! Se il confessore glielo avesse consigliato, il capitano Lamarmora avrebbe tenuto ferma la campana e sagrificato il tamburo, — anche Abramo per piacere a Dio non si ammannì a sagrificare Isacco; — molto più ch'è fama la campana inventasse san Paolino vescovo di Nola, e il tamburo sia di origine turca.
Di che cosa andasse composto il pranzo non vale il pregio di scrivere; ci furono braciole di bove arrostite; — e poi lombate di bove arrosto; — e poi daini, oche, anitre salvatiche girate nello spiedo; pesce su la gratella, e tutto spolverizzato di pimento in guisa che ci pareva piovuto sopra; le ultime mense andarono composte di torte di salmone salato, mosciama, buttagra, salacche e simili altre delizie da mettere il fuoco in corpo al Mongibello. Con questo tiro furbesco avvenne che le vivande bastarono e ne avanzarono, un po' perchè ce n'era copia, e un po' perchè cucinate in modo, che nè anche all'inferno si farebbe peggio; ma del bere avevano patito penuria, ed ora boccheggiavano a labbra asciutte più assetati che mai; però bisogna dire, a onore del capitano, che nè anche l'acqua del Colorado convertita in birra o in wiskey, rhum e cannella sarebbe bastata per cotesta razza gorgozzuli. Il capitano si coperse il capo e con voce sonora disse:
— La seduta è sciolta, chi vuol bere se lo paghi.
Tuttavia quest'uomo dabbene ebbe avvertenza, perocchè in una baracca succursale, fabbricata dietro la baracca da pranzo, era instituita canova di vino e di ogni altra ragione liquori.
I nostri italiani, quantunque avessero piuttosto riso che mangiato, pure il pimento aveva loro messo il diavolo in bocca; il wiskey gliel'avrebbe finita di sgallare; la cervogia la più parte degli italiani giudica medicina; onde l'ospite gentile, che questo conobbe, desideroso di gratificare i patriotti, commise che portassero qualche bottiglia di bordò. Adesso accadde che mentr'essi centellavano il prezioso liquore, alternando di bei ragionamenti, tre tessiani, di cui uno il promotore della candidatura del presidente schiavista, senior Talaveyra y Musquito di Gonzalez, si assettassero a canto loro, e fumando e bevendo bicchieri colmi di rhum, urlassero a coro; di un tratto ad uno di essi saltò in capo la fantasia di voltarsi al nuovo amico dei nostri personaggi e interrogarlo con piglio arrogante:
— Dunque vostra signoria è risoluta recarsi ad ogni costo a Columbus, per quivi sostenere la candidatura del Sandiford alla presidenza della Contea?
— Esattamente come dice vostra signoria; votare e far votare per lui.
— E che cosa muove la signoria vostra a pigliarsi queste scese di capo pel Sandiford?