Rientrarono tutti in casa, eccetto i peoni, avendo chiesto ed ottenuto rimanersi fuori per soccorrere i feriti e confortare i moribondi.
Difatti don Patricio e don Giacinto, andando attorno, trovarono dieci morti e due moribondi; feriti nessuno, o perchè non ce ne fossero stati, o perchè i compagni presili sopra le spalle li avessero tratti con seco.
Don Giacinto, cattolico apostolico romano, quantunque nato in America, si adagia a canto al moribondo più prossimo, e così pietosamente gli favella:
— Deo gratias. Vostra signoria non se la piglierà a male se io le dico per ispirito di carità che ella mi sembra assai prossima a levare l'àncora per l'altro mondo.
— Così sembra anche a me; — rispose l'altro, il quale più che dalla bocca respirava da uno squarcio che aveva al sommo del petto.
— Se vostra signoria desiderasse provvedersi di una bussola per dirigersi con sicurezza in luogo di salute, io sarei al caso di contentarla.
— Magari! E dove l'ha questa bussola?
— Io gliela profferisco nel santissimo sacramento della confessione.
— Scusi! O ch'è prete lei?
— Prete... prete veramente non mi posso vantare, ma una volta ebbi gli ordini sacri minori, fra i quali, vostra signoria sa, entra l'esorcista; ond'è che io non penso peccare di presunzione se, facultato a cacciar via i demoni coll'acqua benedetta, mi giudichi altresì capace di salvare vostra signoria da casa del diavolo in grazia della confessione.