— Ecco, a dirgliela come la penso, questo punto non mi è chiaro.
— Che diavolo dice? Si vede bene che la morte imminente la fa vagellare. Facendo vostra signoria professione di religione cattolica, apostolica...
— E romana.
— E romana, deve sapere che ogni uomo, in caso di necessità, è buono a confessare, la quale confessione poi salva di certo il penitente, purchè compreso da attrizione, ch'è in certo modo l'essenza della contrizione.
— Sicuro; mi ricordo benissimo averlo letto nel trattato dei sacramenti del padre Ribadeneira, ed anche ho udito quando il curato spiegava il Vangelo alla messa... Avrebbe vostra signoria da favorirmi un sigaro?
— Si signore.
— Ora mi sia cortese di accenderlo e mettermelo in bocca; mentre vostra signoria mi ammonirà, io mi svagherò a fumare.
Don Giacinto, quantunque la faccenda non gli paresse affatto canonica, accese un sigaro, e dopo provato lo insinuò fra i denti del moribondo: in seguito, postosi in atto di ascoltare, favellò:
— E ora su da bravo, incominci.
Il sigaro ritto mandava fuori dalla cima un filo di fumo, in grazia dell'arsione spontanea del tabacco: al moribondo non era riescito cavarne però fuori una boccata; per lieve fosse lo sforzo che aveva fatto, bastò a menargli fuori l'anima dal petto; della quale cosa don Giacinto essendosi accorto, si volse al compagno dicendo: