— Don Patricio, in che termini si trova col suo moribondo?
— Sembra ch'egli sia in alto mare; non risponde.
— Allora, considerato quello che deve considerarsi, mi permetterei consigliare a vostra signoria andarcene a bere un gotto di rhum e a dormire?
— Vostra signoria è il buon senso nato e sputato; così opino anche io.
Però il tessiano non era mica morto; fingeva esserlo, per levarsi il fastidio d'attorno: appena i signori servi ebbero voltato le spalle, costui carponi si accostava al morto, e levatogli il sigaro di bocca se lo metteva nella propria fumando tranquillamente.
A giudicarne da quello che videro la mattina seguente, la vita gli era bastata a fumarne mezzo; e morto non l'aveva lasciato: pari all'eroe caduto in battaglia con l'arme in mano, egli col sigaro stretto fra i denti sfida la morte.
Capitolo XXIV.
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Taciti e mesti, Curio, Filippo e il degno ospite loro, seduti al rezzo delle magnolie, stavano contemplando il sole occidente. Ognuno di essi, compreso da tanta magnificenza, andava a seconda della propria indole fantasticando immagini e pensieri. Filippo, come colui che ritraeva assai della educazione antica, rammemorando i versi del Tasso,
Ma nell'ora che il sol dal carro adorno