— Brown dunque a ragione fu impiccato? Lui condannò la giustizia del lynch.

— Brown fu un giusto, e tuttavia gli accusati come il Brown non si salvano mai, e sapete perchè? perchè la colpa che si punisce non istà in loro, bensì nei giudici che la condannano; l'opera sua comparve più enorme del crimenlese, perchè pregiudicava l'avarizia dei borghesi; e l'avarizia dei borghesi vince in crudeltà il dispotismo dei re. Tra voi civili chi salvò Cristo? Ditemi sinceri, chi vi mette più ribrezzo addosso, la barbarie americana col lynch, o la civiltà europea, che sacramenta l'assassinio col crisma della legalità, converte il giudice in Lucifero del boia, e calca nei moschetti le palle con articoli del codice criminale? Di qui ogni giorno più scomparisce il lynch, e spunta riparatrice la potestà dalla legge; per voi non ci ha redenzione; stornare non potete; e nè anche peggiorare, perchè non si supera il pessimo. Credete a me, che ne feci esperimento: sono gli americani pari ai sassi scoppiati dalla rupe per virtù di mina, adesso rudi, ma, se scarpellati a dovere, capaci a fornirti materia per costruire mirabile edifizio della civiltà umana. Ricordatevi che voi italiani foste salutati una volta da un poeta francese polvere di uomini. Certo un giorno la polvere affaticata si commosse, turbinò in vortici e scorse baldanzosa un tratto di via per ricascare più in là sopra altra polvere. Travaglia gli americani la pletora della violenza, gl'italiani strugge la dissenteria della corruzione; sboglientiti i primi, voi li vedrete sani e prestanti; sopra i secondi ha già scritto la morte: posto preso. Ammirate gli americani, però che essi hanno avuto cuore di servirsi dell'oro come Dio della parola; questi per creare e quelli per ricreare il mondo. Gli spagnuoli che fecero dell'oro a palate raccolto? Nelle terre deserte dall'ozio l'oro si seminò inavvertito e generò mirabile copia di corruzione. Crederono che l'oro recherebbe perpetua prosperità fra loro, ed invece si tirò dietro per mano la desolazione; però che ricchezza e miseria sieno le due cime del cerchio che si ricongiungono insieme. Andate in California ed ammirate che miracoli partorisca l'oro tenuto come servo, non come padrone; ormai non mette più conto cercarlo, i prodotti della terra che egli ha fecondato rendono più di lui; con l'oro gli americani hanno spaccato monti da cima in fondo, onde vi passasse la vaporiera di mezzo, costruito aerei e sterminati viadotti, scavato canali da sbalordire per la lunghezza e per la difficoltà di condurli; si proposero erigere edifizi, che facessero prova non essere state novelle i monumenti babilonici; mancavano di sassi e di scalpellini, che importa? For ever ago, essi vanno a cavare i massi di granito dalla China, e incettano operai a sedici dollari di salario per giorno, ovvero a 84 e 80 delle vostre lire. Che più? non bastandogli la terra, l'americano un bel dì si volta in San Francisco al mare, e gli dice: ritirati! E il mare, che udendo un giorno simile comando da un re, si arricciò incollerito, e ricoperse di schiuma lui e il suo trono,[23] davanti al popolo si ritrasse come leone ammansito, perchè l'oceano è amico del popolo; e percotendo assiduo l'estremo lembo della terra che abita, gli va mormorando questo insegnamento: «mirami; dacchè sono nato, verun tiranno ha potuto stampare su me l'orma aborrita.» Qui l'americano con l'oro fecondò la natura, noi con l'oro l'abbiamo resa sterile; qui la natura diventata alma parens, Cibele, che nudrisce con le sue cento mammelle i suoi figliuoli di vita e di virtù, mentre voi spesso vi trovate costretti a stendere le mani traverso l'oceano per implorare dall'America tanto da non morire di fame: non si fa pane coll'oro.

— Ma la patria! la patria!... gridò con voce straziante così il giovane Curio, che parve uno stianto del cuore.

— Dovunque, rispose Maurizio, levando gli occhi in alto tu vedrai il cielo popolato di soli e di pianeti, e su su nel fondo il cuore ti dirà esserci Dio, quivi è la tua patria, anche il padre Dante lo ha detto;[24] e ciò perchè essendo la patria cosa divina, Dio non volle commettere alla empia virtù degli uomini il darla o il torla.

— Ma le ossa dei padri non formano parte della patria? La patria si porta essa sotto le suola delle scarpe?

— Cotesto è culto di gente barbara. Da per tutto troverai calce resultata da ossa umane; che se quella calce tu veneri per santa, fa' come gli antichi sciti, i quali costretti ad esulare se la portavano seco. Danton, attesta la fama, pronunziò il motto della patria che non si porta sotto le scarpe, e parve sublime, mentr'era materiale: poichè teco verranno le care memorie e i dolci affetti, il culto degli esempi virtuosi e gl'insegnamenti paterni; l'altro che preme? Monumenti e tombe non valgono il pregio di essere rimpiante: vanità di vivi, non refrigerio di morti: l'avello dell'uomo di cui il nome cascò intero nell'oblio non merita ingombrare la terra nutrice. Viviamo tra i vivi o tra i morti? E se non ti basta per patria il luogo dove in fondo ai soli ed ai pianeti contempli Dio, la patria è quella dove la donna amata ti consola e il bacio dei figliuoli ti aspetta; dove la mano dell'amico ti serra la mano con tale stretta, che risponde ad un palpito del cuore; — colà dove puoi veracemente, pienamente affermare il tuo diritto, il tuo Dio, quivi è la tua patria.

— Eppure, soggiunge Curio, come uomo che non è vinto ancora e sente fuggirgli sotto una credenza antica, eppure i nostri grandi ci hanno insegnato essere la nazionalità e la unità della patria eccelsi scopi, e noi abbiamo versato per conseguirli il nostro sangue...

Omnia tempus habent. Le cose di che avete detto sono spade a due tagli; ottime secondo i tempi e i luoghi; — continuerai ad adoperare nel Bengala la veste che indossavi in Siberia? Voi bene meritaste della patria e della umanità quando vi travagliaste per questi due fini: per iscuotere il giogo della servitù straniera era necessità diventar forti, e perciò uniti, perchè appunto nella unione sta la forza: nè io v'incolpo se da questo vostro disegno non ve n'è venuto tutto il vantaggio da voi presagito; imperciocchè forti non foste mai; voi avete chiesto la vostra unità come il mendico agitando il bussolo, e il passeggero ve l'ha gettata dentro per elemosina; se urtati dalla Francia, dall'Austria o dalla Prussia, voi non la potreste sostenere; ma questo mettiamo da parte. Quando la fratellanza universale e la umanità prevarranno, davvero allora dovranno sparire le nazionalità e le unità dei popoli. Di fatti, che significano esse? Significano Stato a parte, esclusivo, retto da interessi sempre distinti, sovente ostili al consorzio umano; significano concentramento di forze in un luogo, in un ordine di cittadini, in una persona, causa perpetua di tirannide schietta o ritinta di biacca costituzionale dentro, di prepotenza fuori. Voi avete a figurarvi la unità come il latifundio che isterilisce il paese e suppone il feudatario o la mano morta; la federazione di piccoli Stati, la prosperità e la pace. Credetelo a me, alla stregua che spariranno dal mondo le nazionalità, fie che cresca la libertà e ne vada lieta la umanità. Allora interrogato l'uomo: — A qual paese appartieni? Lo udrai rispondere: — Uomo sono e appartengo alla famiglia della umanità: allora sarà possibile la soppressione degli eserciti permanenti, di rado difesa contro i nemici esterni, sempre arnese di tirannide dentro, almeno nella intenzione di chi l'ordina e li tiene ai suoi servizi.

— Dunque noi altri soldati volontari fummo soldati della tirannide?

— In parte senza saperlo lo foste; ma siccome serbaste una coscienza, una volontà, un pensiero, vi ebbero in uggia sempre, anche quando procuravate vantaggio o diminuivate vergogna, ed appena poterono farlo senza paura vi dispersero. O come volete che tutelino la libertà uomini a cui s'insegna a prova di fame e di prigione a tutto dimenticare, niente apprendere, eccetto il comando del superiore, e questo eseguire con obbedienza cieca e passiva? Ma non ci sono le leggi umane da osservare? Che leggi e che non leggi, sopra ogni cosa sta l'ordine del superiore. Ma o i comandamenti di Dio non contano più nulla? Nulla; se non in quanto si accordano con gli ordini dei superiori; però ti si farà delitto se repugnerai a uccidere l'uomo inerme, a empire di strage le città pel fine d'indurle a salutare terrore; delitto gravissimo commetterai se, avendo ribrezzo a far da boia al tuo compagno, tu scaraventerai lontano da te lo schioppo, griderai: io qui venni soldato, non carnefice. Sbagli, risponderanno, tu hai ad essere ad un punto e soldato e carnefice.