Entrò nella camera del presidente, mentre questi stava dietro a fare il conto dei suoi debiti, e visto che la somma andava in su, esclamò dolorosamente: — Ah! quando mi metteranno nella Commissione per la riforma del codice penale, procurerò bene io di aggiungervi un articolo contro i creditori importuni.
E qui, levando il capo, vide Fabrizio, a cui mosse tosto la favella dicendo:
— O signor commendatore, è lei?
— Bella domanda! Dopo avermi veduto, o che vorreste? Ch'io fossi un altro?
— Si dice così per dire, ma che si sente, commendatore, che mi sembra turbato? — Silenzio! Vengo per interrogare, non per essere interrogato. Ho bisogno di un consiglio.
— Da me?
— Da voi...
— Un luminare come lei! Ma che le pare?
— Non m'inasprite... da voi...
— Ma io non ho cervello...