— Ho capito. Tu l'hai letta... avrei fatto come te — e continuava a ridere, a ridere — che vuoi tu? Dai dai, mia madre, sempre serpentata dai preti, ha finito col dare la balta al cervello, e non poteva fare a meno; adesso s'immagina essere diventata mendica, e ridotta ora a vendere erbaggi, ora a rimpagliare fiaschi, tal'altra a raccogliere stracci per la via; custodita a vista, trova maniera di deludere la vigilanza dei guardiani e scappa, sicchè mi è stato forza ordinare ultimamente che la chiudano nello spedale.

E siccome Curio tentennava il capo, il maggiore riprendeva:

— O che volevi la lasciasse in balìa di sè stessa, perchè una volta o l'altra mi si precipitasse?

— No: posto che quanto mi hai raccontato sia vero, avrei voluto che tu nella miseria di tua madre non trovassi argomento di riso.

— Te l'ho già detto, soggiunse il maggiore, ed in subito si fece livido in faccia: dal partorirmi in fuori ella non mi ha dato mai altro segno di madre: fin qui furono i soli Padri Eterni a fare i figli crocifissi, ora poi che ci si mettono anche le madri, noi altri poveri figliuoli di famiglia possiamo addirittura andarci a impiccare.

Ma qui, accorgendosi che se le sue parole rendevano testimonianza di gaiezza come un lucignolo spento ricorda il lume che spandeva acceso, mutò discorso dicendo:

— Orsù, diamo un taglio a queste giammengole: favelliamo di affari; sai! io non ho mancato di usare le debite cautele per costringere al pagamento i nostri debitori; ho sudato acqua e sangue, e di qualche cosa sono venuto a capo; ecco delle diecimila lire cedutemi la metà, comecchè con molta fatica ho riscosso poche lire più o meno; ma per l'altra metà che spetta a te, in fede di gentiluomo io ne ho perduto la speranza, epperò mi tardava vederti, per renderti i tuoi pagherò, onde tu veda se a te, più fortunato o sagace, riuscisse cavarne cappa o mantello.

Così favellando aperse lo scrittoio, e cavatone fuori un pacco di pagherò, lo deponeva nella mano aperta di Curio trasecolato, e continuava:

— Questi tuoi debitori sperimentai della natura dei corvi; sentono l'odore della polvere; avvicinandosi il cacciatore, levansi a stormi e vanno a posarsi su gli alberi fuori di tiro.

Curio, anco qui non potendo altro, diede una scrollatina di spalle e fece bocca da ridere; parve che il maggiore se ne scorrucciasse; e di fatti con voce alterata proseguì: