— “No, mesi; ma ciò che importa?”

— “Assai...”

— “E siccome egli non è per lato di tutti i genitori ai suoi fratelli fratello, così io lo bandiva dalla mia casa, non già dal mio cuore.”

— “E dove lo mandaste? Dove si trova egli?”

— “Questo non importa che io vi dica, o Padre. Ho fatto come l’aquila; gli ho apprestato il nido in parte ove non può arrivarlo maltalento umano. In quanto alle sostanze, il mio figliuolo legittimo non ne patirà jattura, avendolo provveduto co’ danari donatimi dal mio defunto padre, che morendo mi lasciò casamenti, e poderi, e gioie di molto valore...”

Qui si rimase alcun poco in silenzio: considerando poi come il tempo incalzasse soggiunse:

— “Adesso, Padre mio, mantenetemi la promessa. Io non vi ho taciuto nulla, vi ho aperto la mia infermità: sanatela voi; profferite la parola prodigiosa che mi ritornerà la innocenza perduta, e mi farà degna di confidare nel perdono; apritemi le porte del paradiso; datemi, voi che lo potete, l’oblio..” [pg!330]

E poichè il Frate non rispondeva, la donna continuava smaniosa:

— “Perchè tacete, o Padre? È così grande peccato il mio, che il Signore nei tesori della sua misericordia non sappia ritrovare perdono? Non lo negava Pietro? Non lo perseguiva Paolo? E non pertanto furono vasi di elezione, ed apostoli delle genti! Io per me non chiedo tanta grazia; mi basta un frusto di pietà, una stilla di refrigerio e di oblio. Scioglietemi dal peccato, salvatemi dalla mia disperazione. Io so che in articulo mortis voi potete assolvere anche dai casi riservati. — Sentite, fate conto ch’io sia in transito; credetelo, io mi trovo in agonia; poche più ore mi avanzano per vivere: presso alla tremenda partita, voi non mi potete negare il viatico di speranza e di perdono, per cui l’anima s’incammina al tribunale di Dio, dove tremando e confidando aspetta che venga confermata la sentenza del sacerdote che lo rappresenta sopra la terra...”

E il Frate non rispondeva.