— “Voi mi avete versato lo inferno nell’anima. E che dirò io a Virginio, se un giorno mai mi domandasse: — Dov’è mia madre?”

— “Virginio non lo saprà; e lo sapesse, dirà: — Ben fece... — Io educo Virginio...”

— “Francesco, ma non pensiamo noi, che dopo la morte vi ha pure ad essere un giudizio?..” [pg!156]

— “Per cui non ha giudizio. — Ed onta avremo tra i vivi e tra i morti, se non osassimo quello che a gentiluomini impone l’onore. E che? Mentre io vincendo il grido del sangue vi abbandono la vita della sorella, non saprete voi staccare l’animo vostro da una moglie colpevole?”

— “Ella non è madre dei vostri figliuoli. Ad ogni modo io non devo convincermi della vostra convinzione; volendo ancora, io non potrei: io voglio vedere da me stesso...”

— “E se non vi riuscisse vedere, sarebb’ella meno colpevole per ciò? Chi ve la salva dal sospetto? E Cesare non sofferse neppure la sua moglie sospettata...”[55]

— “Ma non la uccise. Di questo lasciate il pensiero a me. — Mi concedete voi adoperare quei modi che mi parranno più acconci...”

— “Fate, ma cauto, senza scandalo, e non riveli la vendetta quello che non ha palesato la ingiuria...”[56]

Qui fu sentito battere alla porta, e Francesco con voce minaccevole domandò:

— “Chi batte?”