— “Don Pietro.”

— “Il mio fratello! — Egli non ha da vedervi, Giordano. Partite; andate ad abitare il casino di San Marco: prendete costà sopra cotesto stipo la chiave; troverete persona per ricevervi. Vi raccomando il segreto... Partite... e quando avrete scoperto la odiata [pg!157] verità, tenete sempre davanti la mente che voi siete gentiluomo e cristiano.”[57]

Giordano si sentiva il cuore così stretto, che non potè articolare parola: baciò la mano al cognato, e si allontanò passando per una porta opposta a quella ov’era stato battuto.

Francesco, ricomposto il lenzuolo che lo copriva, dolcemente disse:

— “Entrate, don Pietro.”

— “Dio vi guardi, Serenissimo...”

— “Grazia vostra...”

— “Eccomi ai comandi di Vostra Altezza.”

— “Mi pareva ora; chè andarono a vuoto quattro o cinque chiamate...”

— “Temeva disturbare le gravi occupazioni di Stato, — e della fabbrica di porcellana di Vostra Altezza;[58] e poi, parmi che giunga sempre presto chi giunge a tempo.”