— “Egli ucciderà me e lui....”

— “Gittatevi ai piedi del vostro fratello....”

— “Egli ucciderà me e lui....”

— “E chi ve lo ha detto? Voi sospettate troppo: e’ non mi pare bene credere capaci uomini battezzati di tanta enormezza....”

— “Ah! Maria, gli uomini sono disamorati e crudeli. Essi vogliono amare noi quanto loro piace; ma se noi cessiamo amare loro, questo dicono delitto, e come delitto acerbissimamente puniscono. Giordano, che dove io mi morissi consunta di amore per lui non si sarebbe mosso da Roma neppure per dirmi: — Vattene in pace, o anima affannata, — volerà come saetta a trucidare me e questa creatura, perchè io ho dimostrato non mi curare di lui...”

— “Tal sia del duca; i fratelli però....”

— “I fratelli hanno preso un’ombra, ch’è vanità, e chiamarono onore. Essi che vorrebbero soverchiare [pg!209] tutti, e in tutto, si sono resi schiavi di questa vanità, ne hanno fatto un codice, che citano senza requie: ma le carte sono affatto bianche; ognuno vi legge quello che la passione gli detta: una cosa sola vi apparisce significata mercè di caratteri di sangue, e questa cosa è morte....”

— “Ebbene, se non si trova più misericordia nel mondo, fuggite, riparatevi in qualche riposto asilo dove chiederete perdono del vostro fallo al Signore, il quale certamente vi perdonerà....”

— “Io non posso partire, nè voglio: io mi sento colpevole, e non intendo sottrarre il mio capo alla pena che mi verrà destinata; io non so più che cosa farmi di una vita piena di rimorsi, di una vita contaminata: di ora in avanti, se mi avvenga incontrare la faccia altrui, bisognerà che io abbassi la mia; — e una figlia di principe che portò corona, deve aborrire dalla vita quando l’è forza declinare la faccia rossa di vergogna.... Ma quale ha colpa questa creatura? Ella è innocente: deve la mia causa separarsi dalla sua. Questo pargolo ha da essere salvo....”

— “E lo sarà.”