E i piattelli posti sul desco erano due; uno dirimpetto all’altro. Tutto appariva presto, e a Cecchino non dava il cuore di gustare le vivande che aveva desiderato; anzi teneva la faccia rivolta al capo della mensa, e ad un tratto versò una grossa lacrima, e [pg!249] proruppe in un gemito profondo. La moglie, vista quella subita desolazione, gli domandava smaniosa:

— “O Santa Vergine, ch’è questo mai? Cuore mio, che cosa ti affligge? Dimmelo via, non lo nascondere alla tua povera consorte....”

— “Ahi! Maria, non ti ricordi come l’ultima volta che sedemmo a questa mensa noi fossimo tre....”

E qui successe un silenzio lunghissimo. Primo a romperlo fu Maria, la quale in questa maniera riprese a dire:

— “Madonna Laudomine è andata propriamente in paradiso. Con quanta allegrezza non vide ella avvicinarsi la ultima sua ora! Come non favellava co’ Santi, che parevano accorsi per assisterla nel suo transito! Ormai questa vita le si era fatta grave; il dolce lume del giorno non rallegrava più le sue amorose pupille: — e tua madre non avrebbe più veduto la tua faccia, Cecchino. Ella moriva come una sposa che va a nozze, e lieta di saperti così bene avviato nel sentiero del Signore, che niente varrebbe ormai a fartene abbandonare la traccia. L’ultimo suo pensiero fu a Dio; il penultimo a te. — Digli, — parlando le parole estreme mi ammoniva — digli ch’io lo benedico, digli che i suoi discendenti l’onoreranno perchè ebbe carità per sua madre; e per ultimo gli dirai, che quando fie sazio di anni, sua madre lo aspetterà in paradiso. — Per le quali cose conforta lo spirito travagliato, e non volere lasciarti in balía del dolore....” [pg!250]

— “Certo, la buona donna era vecchia, e adesso è fatta cittadina del cielo; ma non ostante desideratissima e dolcissima sopra tutte le cose mi sarebbe stato poterla vedere....”

— “E chi può dire che adesso, in questo momento che noi favelliamo, non ci stia qui dintorno? Se, come è fede, noi siamo anima e corpo, perchè l’anima che sente amore, concedendolo Dio, non tornerà a visitare le persone e i luoghi che in questo mondo le furono cari? Consólati, Cecchino mio; pei tempi che corrono, il peggio non istà nel morire, bensì nel vivere....”

Allora Cecchino consentì a nutrirsi, ma gli era passata la voglia; sicchè in breve ebbe posto fine alla cena: forse più che non volle, beveva.

La donna, molto per curiosità, e molto ancora per distrarre il marito dai sinistri pensieri, tornò sopra il conto del duca.

— “Dunque il signor duca è arrivato?”