Esse vivono necessariamente insieme; formano tutte una sostanza sola; esistono unite come l’anima e il corpo. Togliete l’anima al corpo, e voi vedrete questo disfarsi come Giulia si disfarebbe senza il vino, e il vino si disfarebbe senza le carte. Giulia!....“

— “Io per me non m’intendo di tanti riboboli; ma chi sa a quante tu li avrai già detti.... E’ mi hanno aria le tue parole di panni vecchi; che per troppo uso e’ cascano a pezzi....”

— “O Giulia! Io ti giuro da gentiluomo, foi de gentilhomme, come diceva Francesco I di Francia, che quello che ho detto a te non l’ho mai detto a nessuno....”

— “Certo a nessuno....”

— “Credilo come credi al pane: io per amore mi sento un Mongibello, ma per costanza sono fermo come le Alpi....”

— “E al danno aggiungi lo strazio contro me povera femmina; che ora fanno non so nemmeno io quanti mesi, che ti piango e ti desidero invano, stancando con le mie preghiere e coi miei voti tutti i Santi del Paradiso....”

— “O Giulia!”

— “E sì, che in questo tempo non mancarono i lusinghieri che mi venissero attorno, e persone che [pg!291] mi promettessero mari e monti: ma di loro non m’incresce; bensì duolmi di un povero giovane, che le tentò tutte per innamorarmi, e vedendo di non vi potere riuscire si precipitò....”

— “Nella osteria del Fico....”

— “Come, mi faresti tu il torto a non ci credere?....”