— “Ma Giulia, come vuoi tu che creda siffatte cose io che le ascolto, mentre neanche tu, che le dici, le credi! — Non t’ingrugnire, no; viemmi accanto; senti, quando io ti abbraccio, parmi abbracciare il genere umano. — Non t’ingrugnire, no, figliuola mia; senti, ragioniamo sul sodo. — Io vorrei dalle procelle della vita ripararmi in un porto di pace; e tu potresti ripararvi meco, perchè, Santa Vergine, in qual parte posso sperare riposo in cui tu non sia? Delle cose passate non si avrebbe a parlare: io celebrando teco il sacrosanto matrimonio, farei delle tue venture come un grandissimo bucato nelle acque del fiume Lete. Che cosa m’importa domandare alla fontana che mi disseta oggi: — Chi hai tu abbeverato con l’acqua di ieri? — Gli anni passano, Giulia; e bisogna armarci di provvidenza...”
— “Ma e’ mi pare, che tra i miei e i tuoi qualche dozzina ne corra....”
— “Poni da parte, Giulia, un momento queste giullerie donnesche, e ricorda che voi altre siete fiori: crescete presto, cessate presto, e il meglio [pg!292] che rimanga di voi è la memoria. Io ti ho detto di ragionare sul sodo. Ormai scorsero anni ben molti, ch’io mi accomodai per lancia spezzata col signore duca Paolo Giordano: io ho rilevato per lui parecchie ferite: una volta, nella battaglia di Lepanto, se io non era, un Turco gli tagliava netta la testa come un giunco, e nonostante io mi rimango lancia spezzata. E la finisse qui: ma io sempre ho visto i cavalli da carrozza scendere alla carretta; e un giorno o l’altro noi ci possiamo trovare, prima di muovere le piante al gran viaggio, a fare una posata nello spedale di Santa Maria Nuova....”
— “Ma come rimediarci? Tu mi pai un po’ parente dei topi, che volevano attaccare il campanello al collo del gatto....”
— “Femmina, stammi a udire, imperciocchè sia provato che noi altri uomini possediamo molto maggiore comprendonio di voi. — Bisognerebbe pertanto poterci mettere da parte un gruzzolo di moneta, e poi vedere di aprire una botteguccia dove condurre qualche traffico di buona riuscita. Tu ci accudiresti, ed io ti aiuterei a badarvi, e m’ingegnerei in altre faccende....”
— “Non lo aveva io detto, che tu raccontavi la novella dei topi? per far queste cose ci vogliono di danari....”
— “Certamente, e con la tua dote....”
— “Io non ho dote....”
— “Non hai dote? O Giulia!” [pg!293]
— “O Titta!”