— “Cento scudi con questi trecento ducati, avremo messo insieme quanto abbisogna per mandare a compimento le nostre nozze...”
Allora la donna improvvida e malvagia prese a raccontare quanto sapeva (e ne sapeva anche troppe) sul conto della propria signora, la quale sopra le altre donne della sua famiglia l’aveva prediletta e prediligeva, e molto anche aggiunse per aggravarla; finalmente gli partecipò, siccome stando ad oregliare, secondo il suo costume, alla porta della duchessa, aveva ricavato che il giorno appresso di buon mattino sarebbe andata a confessarsi da Padre Marcello di San Francesco. A Titta sembrò adesso conoscerne più assai di quello che gliene facesse mestieri. La donna non rifiniva più di dire; come i ciechi, che, secondo porge il proverbio, con un soldo cominciano, e per due non ismettono. — Titta pensando come ormai nulla giovasse vegliare, si lasciò in balía del sonno; e la donna infervorata stette un pezzo prima di accorgersi che il suo futuro marito dormiva profondamente. [pg!296]
— “Pensa quando saremo maritati!” esclamò ella; e stizzita datogli con la mano un grande urto sopra la spalla, si ridusse a dormire nella sua stanza.
————
Il suono che spinse Titta fuori del suo corno, colpì nel palazzo Orsini un’altra persona, e questa fu Troilo. Egli si sentì il cuore oppresso di affanno: balzò da giacere appoggiandosi sopra il gomito destro, e spinse fuori dalla sponda del letto ambedue le gambe; poi irresoluto ristette, tese lungamente l’orecchio per conoscere dal moto qual caso fosse avvenuto, e poichè quindi in breve tutto tornò nel suo primo silenzio, egli si fece animo per vestirsi, e scendere cautamente alle stanze della duchessa.
— “Entrate” disse Isabella con voce pacata e sicura, quando senti toccare la porta della sua stanza: e Troilo entrò. Ella non sorpresa, non paurosa, gli volse uno sguardo, e riprese tranquilla la consueta attitudine. Troilo fu il primo che incominciasse a favellare così:
— “Isabella, non sapete voi che Paolo Giordano sta per fare ritorno a Firenze?....”
— “Lo so.”
— “E come lo sapete voi?”
— “Per lettere che mi ha mandato, le quali dicevano che fra pochi giorni si sarebbe ridotto a casa....”