— “Guarda, che tu commetti sacrilegio, e se Dio ti cogliesse in questo punto di mala morte, tu ruineresti irreparabilmente nello inferno....”
— “Padre, in primis, protesto ch’io già nol faccio per recarvi oltraggio; poi mi obbligo solennemente a riportarvela fra non molte ore; ed infine, essendo il caldo grandissimo, io non mi persuado come possa commettere tanto brutto peccato liberandovi per alcun poco di tempo da così grave cilizio....”
— “Quando io vestiva questo abito, giurai che non lo avrei deposto finchè mi durava la vita....”
— “E voi non rompete il giuramento, imperciocchè patite violenza, e non vi concorre per nulla la volontà vostra....”
— “Ma perchè mi usi violenza? In che cosa ti nocqui? Dove mai ti conobbi?”
— “O Padre, avreste dovuto accorgervi ch’io violentato adopro violenza...” [pg!320]
— “Se conosci il male, perchè non te ne astieni?”
— “Arduo sarebbe stato prima di ora: adesso poi, impossibile.”
— “Sciagurato! Io ti compiango. Quando mi riporterai questa veste, sarà macchiata di sangue: forse ad occhio mortale non comparirà quel sangue, ma Dio lo vedrà: un’anima cristiana starà allora davanti al suo trono, e chiederà vendetta.... e l’avrà....”
— “E fosse la sola!” mormorò Titta. — “Padre, l’ora si fa tarda, datemi la vostra cappa....”