«E sia questa» proseguiva «la corona dell'amore su la testa condannata….»

«Condannata!»

«Chi sa quanti, anteponendo il guadagno al riposo, ti cercano adesso di terra in terra! chi sa quante avide donne pregano i Santi, affinchè i vaghi, o mariti loro, conseguano il prezzo del tuo sangue! quante speranze, quanti timori pendono dalla tua testa! Fra te, e la fiera del bosco, non corre altra diversità, che per te il premio è maggiore.»

«Ahi sventura!»

«Nè alcuno ti difese, la pietà stessa tacque, la sentenza….»

«Qual sentenza?»

«Di ribelle del Regno, di traditore del tuo Re….»

«Santa Maria!»

«Saresti innocente?»

«Posso esserlo? non sono seme di Adamo?»