«Gran mercè, Conte; voi avete molto bene operato.»
E scesero. Appena si furono affacciati alla porta, che agli occhi di Manfredi occorse un pietoso spettacolo: su gli estremi gradini, disposti in soave atto di amore, stavano la moglie e i figli suoi:—ei gli aveva dimenticati!—tanto possono le cure del trono che facciano dimenticare all'anima sì gran parte di lei? Nè la luce sinistra delle torce di resina, nè i globi di fumo alteravano punto quelle care sembianze; bene dentro sentivano scoppiare le lagrime, ma per non affliggere il Re sorridevano:—bellezza quasi ideale di tenerezza! Una pace mesta usciva loro da tutta la persona, e si diffondeva sul cuore pei riguardanti; parevano una benedizione del padre, che dal capezzale non lascia ai figliuoli che il retaggio della giustizia: era su que' volti spavento,—era malinconia,—era speranza,—espressione simile a quella del devoto, che, timoroso del giorno dell'ira, inalza una preghiera in espiazione, e nel fervore dell'offerta gli raggia in fronte la fidanza di placare l'Onnipotente vendicatore. Perchè Manfredi abbassa la visiera? Teme egli che sveli la sua faccia il rimorso di averli dimenticati, o la pietà di vederli? Il rimorso, e la pietà, voglionsi ugualmente lodare; quello è proprio della creatura che deve morire, questa conviene anche agli Angioli. Colui che fece la schiatta dei Re, volle che fossero più che uomini;—devono respingere il pianto dal ciglio,—devono non sentire il grido della Natura:—ma lo potranno eglino?—Manfredi si accosta tremante;—non deve tremare, egli è Re:—non è carne quella che lo veste, non sangue quello che gli agita le membra, non anima?…
«Elena! Yole! Manfredino! consorte, figli miei! a che vi state così allo scoperto? non vedete che il cielo tempestoso minaccia, e la bufera sta per iscoppiare?»
«Perchè tu parti senza darci l'addio? perchè tu parti senza menarci con te?»—rispose la Regina con nuova domanda.
«Con me! a perigliare in mezzo delle armi, tra la rabbia di soldati inferociti, tra il tumulto delle battaglie, tra le morti… la fuga?»—e questa parola gli fu come spinta alla bocca, e volendola ritenere gli morì su le labbra.
«Staremo noi dunque lontani dal tuo aspetto a inaridirci nella incertezza più affannosa della stessa sventura, a morire di dolore? Chi fia, che ti consoli senza di me? Se, e Dio nol voglia, tu rimanessi ferito, che si direbbe pel mondo della Regina Elena? una mano straniera ha medicato le piaghe del figlio di Federigo, perchè la sua consorte dimorava lontana dal campo. Ho io tanto mal meritato di te, che tu vogli contaminarmi di così vituperevole onta?»
«Ma tu lo vedi, noi siamo per partire, nè voi potete seguitarne in sella; come trasportarvi? Pochi momenti possono precipitarmi dove non… si può risorgere.»
«Oh! non darti pensiero di questo; ho provveduto: vedi, non sono quelle lettighe?»
«In verità voi impedirete la corsa.»
«No: tu va innanzi, nè aver cura di chi succede; non volgerti nemmeno indietro, noi ti seguiremo da lontano,—ci basterà la vista….»