«I nemici! i nemici hanno preso la terra!»—Questo grido percuote allo improvviso Manfredi, e lo fa trasalire di terrore. Fosse una finzione dell'anima agitata? No;-ascolta pur troppo un trambusto, un correre precipitoso, un gridare confuso:-«I nemici! i nemici hanno preso la terra!»
La faccia del Re impallidiva quando pensava al pericolo; quando gli si faceva imminente, diventava vermiglia; si adattò intorno ai polsi le manopole di ferro, imbracciò lo scudo, chiamò lo scudiero che gli allacciasse la gorgiera, poi scelse una lancia; del rimanente era armato: in questo modo precipita fuori delle sue stanze gridando a quanti incontrava:—«Signori Baroni, venite almeno a farvi ammazzare onoratamente!»
Lo stesso rovinío di percosse e di gridi giunge alle orecchie della nobile Elena, che angustiata d'angoscia soverchiante giaceva ammalata: le stava seduta accanto del letto la gentile Yole con la fronte posata sopra la destra spalla, e sovente la baciava; Manfredino, seduto ai piedi, di tanto in tanto giungeva le infantili sue mani, e pregava Gesù che desse salute alla mamma.
«Yole! Yole!» disse Elena sollevando la testa «odi tu quello che odo io? parmi grido di battaglia…. Santa Madre di Dio! e' si avvicina: va al balcone, guarda che avventura è mai questa.»
Yole corre frettolosa al balcone, e: «I nemici!» urla «i nemici! madre….»
«I nemici!»—ripete Elena balzando a sedere sul letto.
«Saranno quaranta…. tre paiono i principali: uno ha lo scudo nero con le goccie d'argento, l'altro ha l'impresa di un cuore passato dalle freccie, il terzo porta una bandiera…. bianca…. con aquila rossa…. e la insegna dei fuorusciti fiorentini… Che colpi! misericordia! che colpi! si fanno fuggire dinanzi mille soldati…. quanto sangue bagna la terra!»
«Vieni…. sostiemmi…. tanto che possa vederli.»
«Ecco Manfredi! qual rabbuffo di cavalli, e di cavalieri!… la polvere gli avviluppa tutti…. io non vedo più nulla.»
«Ch'io veda il braccio del Re!»—dice Elena, e si apparecchia a scendere dal letto.