Raccolse, ciò detto, le sue virtù; e da che gli era impedito di vivere, ruinava nel furore della battaglia per morirvi da Re.

CAPITOLO VENTESIMONONO.

LA VENDETTA.

Un'alma coronata si diparte,
E lascia qui del suo gran nome un'ombra.
O del mondo vivente, o del non nato
Occhi pietosi, nella morte sua
Osservate, apprendete
D'un gran regno che cade, e d'un che nasce
La vicenda solenne….
CLEOPATRA, tragedia antica.

Se pietà fu quella che velò in cielo il raggio delle stelle nell'ultima notte di febbraio del 1265, e gli contese di risguardare sul campo scellerato, perchè si affaccia ogni giorno il sole all'oriente per illuminare opere che la notte non ha tenebre abbastanza profonde per tenerle celate? Un aere uliginoso, pesante, copre la valle di Santa Maria della Grandella; al fragore dei ferri cozzantisi, al corruscare delle armi, allo scalpitare dei destrieri, ai gridi di misericordia e di minaccia, è subentrato il silenzio;— silenzio e tenebra, spaventosi compagni della morte! solo qua e là il singulto di un uomo che passa, un implorare di padre, o di figlio di qualche agonizzante; ma il lamento suona fievole, come il soffio del vento che agita appena la fronda, e va via, nè turba la quiete solenne. Tutto è guerra nel mondo: pure la fiera divora, e si rinselva; noi (non so se più stolti o ribaldi) osiamo vantarci della strage, e la diciamo vittoria, e ne rendiamo grazie all'Altissimo, quasi per averlo compagno dei nostri delitti. Piove la rugiada del cielo ugualmente pietosa su i cadaveri dei Pugliesi e dei Provenzali; ed io per me quando considero la rugiada principiare e conchiudere il giorno, penso che pianga la Natura sopra la sciagurata generazione della polvere…. Oh fosse almeno un giorno esaudito quel pianto!—Tutti hanno abbandonato i caduti sul campo; cerca il vinto coll'ansia del terrore un asilo alla vita, che sottrasse alla spada nemica; il vincitore si affaccenda a bere nelle tazze la dimenticanza del fratello trafitto; dimani gli pregherà riposo, e gli darà sepoltura; intanto—morti co' morti, e' pensa di godere.

Avvolto entro una cappa di panno nero, scende un uomo dal colle della Pietra del Roseto, e volge i passi alla pianura di Santa Maria; lo precede un grosso mastino, che stringendo tra i denti un lampione gli rischiara la via; l'abito lo accenna per un santo Frate, la faccia tiene quasi che affatto nascosta nel capperuccio; tuttavolta dalla parte che mostra tu lo diresti lo spirito maligno che viene a godere del frutto della sua tentazione: con le braccia incrociate sul petto, senza recitare una preghiera, passa tra i morti, li guarda, li calpesta, e va innanzi. Forse da un'ora cercava sul campo di battaglia, allorchè proruppe infastidito: «E sì che me lo avevano giurato morto!» Soprastette alcun tempo, poi riprese a investigare;—colà dove maggiore compariva la strage, tra mezzo un cerchio di cadaveri orrendamente mutilati, premendo del piè la testa di un caduto, intendeva un leggiero lamento.

«Di poca carità! sei tu Cristiano! un Frate del Signore! e calpesti il capo del moribondo?»

«Chi sei? M'inganna la speranza? Dimmi chi sei?»

«Un uomo che muore.»

Il Frate si nascose maggiormente nel cappuccio, prese il lampione dalla bocca del cane, lo accostò alla faccia del giacente, e: «Sei Manfredi!» gridava con gioia bestiale.