Uno dei compagni, che aveva infinita impazienza di cominciare il giuoco, rispose: «Guardate su questa tavola; non vedete come Drengotto se ne trovi molto ben provveduto? Andando a pigliarlo nelle nostre capanne, logoreremmo troppo gran tempo: togliamo di questo; se Drengotto vivrà, glielo pagheremo, o rimetteremo, come voglia; se morrà, lo avremo bevuto senza pagare l'ostiero; il che tramuta in greco¹ anche l'aceto, come disse il poeta.»

¹ Ottimo vino che fa in Italia, e così si chiama perchè nasce da magliuoli primieramente venuti di Grecia.

I masnadieri risero al motto, e tolto i fiaschi del vino ed alcune candele, si disposero in circolo sul pavimento dando principio alla partita. Avevano fatto da sei giri di giuoco, e bevuto altrettanti fiaschi di vino, allorchè una voce, che pareva uscisse di sotto terra, chiamò: «Beltramo!»

«Ti sei svegliato, Drengotto? Sono da te;—dopo questo tiro mi viene la mano,—getto i dadi, e son da te.»

«Beltramo!»

«Eccomi—son lesto—dammi i dadi—bel tiro! sei e quattro dieci, e tre tredici:—segna, Cagnazzo—la partita non è ancora perduta.» Poi levatosi in piedi andò al letto del ferito, il quale gli disse:

«Beltramo, mentre io stava svenuto….»

«Come! non eri addormentato?» esclamò Beltramo facendo le maraviglie.

«Mentre stava svenuto,» continuò, senza badargli, Drengotto «sia ch'io facessi alcun moto, sia che la fascia….»

«Tre, tre! sto per uno!» urlò un masnadiero.