«Avete preso nulla? — E visto, ch'io le aveva vuote, soggiunse: — non mica per non fidarmi; ma talvolta, senza volere, qualcosa si attacca alle mani, e allora si passa per ladri... sicchè il meglio è ben guardare avanti.» —

«Accomodatevi a vostro bell'agio, signor Marchese,» io gli risposi.

E don Marcantonio, prima che avessi profferito le parole intere, mi pose le mani in tasca frugandomi così squisitamente, che un gabelliere non poteva far meglio; e tuttavia andava dicendo:

«Non mica per non fidarmi... ma perchè in caso di mancanza... io non abbia a sospettare di voi, Orazio, che siete un galantuomo... pare...»

E mentre con le mani frugava me, con gli occhi ricercava don Luca: però di un senso solo sembrava non si volesse fidare, e con qual pretesto mettere le mani addosso al suo fratello non sapeva: di repente gli cadde in pensiero un suo trovato, e fu di gittarsi alla vita, e abbracciarlo con affettuosissimo amplesso, intanto che con bel garbo gli andava palpando le tasche. Che pocanzi ci avesse accomiatati così villano o non ricordava, o faceva le viste di non ricordare. Don Luca rideva; e mentre don Marcantonio gli stringeva la vita, egli col pollice e lo indice delle mani allargati circondava il collo di lui esclamando:

«O ineffabile dolcezza dello amore fraterno!»

Nella giornata don Marcantonio mandò pel fabbro, e fece mutare tutte le serrature, e raddoppiare i ferramenti alle imposte. Inutili cure! Indi a due giorni egli venne sorpreso da orribili convulsioni e da sincopi, che lo lasciarono per morto. I fisici, dopo avere tenuto lunga consulta fra loro, lo dichiararono spacciato. Allora sentendosi egli in fine della vita, e degli umani rimedi senza speranza, ordinò gli si chiamasse il prete; il quale accorse senza farsi pregare, e sedutosi a canto al letto richiese il moribondo in che cosa potesse avvantaggiarlo. Don Marcantonio, dopo avergli aperta la intenzione sua di lasciarsi tanto bene quanto bastasse per andare in luogo di salute, se ci fosse verso, ad un tratto gli domandò:

«Reverendo, e quanto mi metterete la dozzina di queste messe?»

«Don Marcantonio, parvi questo tempo di scherzare? O che le avete prese per chiocciole? Parlate con più rispetto delle cose sacre.»

«Ma signor no, ch'io non intendo mancare di rispetto alle cose di religione... segnatamente nello stato in cui mi trovo ridotto... e per di più con la speranza di potermi salvare mercè di quelle: — io credo, che senza peccato uomo possa informarsi di quello che ha da spendere...»