«Innanzi tratto, eccellenza, messe sole non bastano per ottenere la eterna salvezza: in vita voglionsi opere buone; e se uomo ebbe la sventura di commetterne delle prave, allora fa mestieri una sincera contrizione di aver peccato: dopo la contrizione giovano i suffragi, ma quanti ne occorrano non può determinarsi; questo dipende dalla infinita misericordia di Dio.»

«Ma allora quel tristo del Priore di san Simone mi ha ingannato quando mi accertava, che con sei dozzine di messe ed un mortorio egli lo reputava affare fatto! Anzi, avendolo supplicato che rifacesse i conti per vedere se qualcheduna poteva risparmiarsi, egli mi aveva promesso di ripensarci sopra, e darmene risposta. Ora, a sentir voi, con quattro dozzine si potrebbe sbrigare la faccenda, ed anche avanzarne...»

«Potrebbe...»

«Ma io non vo' che ne avanzi; ho sentito sempre predicare contro il lusso, ed ha ad essere un grosso peccato anche in paradiso.»

«Difficile cosa è, che all'uomo avanzino meriti: ma quando anche ne avanzassero, non per questo andrebbero punto perduti; chè voi li potreste applicare in suffragio dei vostri defunti.»

«Io non intendo applicar niente a nessuno: ognuno pensi a sè, e Dio per tutti. Quattro dozzine di messe per me giudico sufficienti: ora, alle corte, se voi me le celebrate a quaranta baiocchi l'una, io vi preferisco come parroco della mia parrocchia; diversamente mando pel Priore di san Simone.»

«Eccellenza, io non venni qua a trafficare, bensì ad amministrare i sacramenti: la grazia gratis fu data, e gratis la compartiamo; se volete lasciare di che suffragare l'anima vostra, fatelo; la elemosina è necessaria, perchè la Chiesa campa con la Chiesa: ma mi prende rimorso e ribrezzo essermi trattenuto qui con esso voi, in momenti tanto solenni per l'anima vostra, in mercato così vergognoso. Quando vorrete confessarvi avvisatemi, che sarò da voi come me ne corre l'obbligo del mio ministero.»

E se ne andò. Don Marcantonio nel vederlo partire diceva:

«Un degno sacerdote in verità! Ma caro appestato! — Ribasserà,... ribasserà. Orazio, il falegname è venuto?»

Ed io, che nella stanza appresso mi era sollazzato oltremodo a codesto colloquio, presago che stava per seguitarne un altro ancora più strano, accorsi pronto, e risposi: