I miei saluti alla signora Teresa, e alle figlie per parte mia, di Maria, e di tutti. Mi voglia bene.

Aff. Am.
D. Guerrazzi.

A Teresa Bertelli nata Guerrazzi

Bastia, 30 dicembre 1855.

Cariss.a Parente ed Amica

Sempre grati mi giungono i suoi caratteri, comecchè non mi annunzino liete novelle.

Senta bene, e mi dia retta, unico rimedio di Ersilia, che ritroverà infallibile, è recarsi in campagna remota, e copiosa di paesaggi: darsi moto, accomodare lo stomaco, e il sangue, cibando latticini quanto più si può: insomma ingagliardire il sistema venoso onde vinca il nervoso: in altro non isperi: ed io l'ho provato.

Che tempi orribili avemmo, signora Teresa mia, e in parte abbiamo: qui non caro, ma mancanza assoluta di moltissime cose, qui cholera in fiocca; qui diluvio universale: tutto adesso è cessato, non la fame. Quaggiù per ora non si può più reggere, che alle miserie l'Italia ha aggiunto le sue: meglio di 10,000 contadini sono venuti quaggiù: e, orribile a dirsi! da Lucca mandarono orfani, i quali si vendevano pubblicamente da 10 a 12 franchi a capo.

Queste cose eravamo riserbati a vedere in mezzo del secolo decimottavo.

Le auguro anno migliore del bruttissimo che muore; saluti tutti in casa per parte mia, e dei miei, e col desiderio, non con la speranza di rivederla, mi confermo