«Bene! Brava! Mi parli del paese
Parlami della mia,
Della diletta tua patria natia.»
Il cholera è scoppiato costà? Ma sarà paura? E poi è cessato: speriamo bene, dunque. A Livorno dicono il male più fiero; dicono, ma altri negano. La verità da qualche tempo è andata in campagna; in città si fa vedere più poco: ma il cholera vi sarà benissimo, e ciò pregiudica i divertimenti, i balli, le frivolezze di quel popolo frivolissimo, non è vero? Ogni giorno il cielo si fa più buio, e ormai, perduta la bussola, io mi abbandono nelle braccia di Dio. Non istò bene; tutt'altro: vivo romito e non vedo che il mare rotolare le eterne sue onde sotto casa mia, e più sento, che altrove starei peggio.
Perchè la signora Teresa non mi scrive? ha paura tingersi le dita nell'inchiostro? Se avessi 30 anni meno, ella mi scriverebbe di più; oh! vedete che presuntuoso. Signora sì: quando aveva 20 anni mi pareva essere bello, e, a dirgliela nell'orecchio, pareva anche ad altri; ma di qui a quei tempi ci è che ire.
I nepoti, e Maria in ispecie, salutano lei, e tutti di casa; io mi raccomando alla vostra memoria e mi confermo
Suo affezionatissimo amico
D. Guerrazzi.
Carissima Parente
Duolmi lo incomodo del padre suo, e amico carissimo mio, e più mi sarebbe doluto, se al punto stesso Ella non mi mandava notizie del suo miglioramento: spero che progredisca, e in questa fiducia mi conforto. Conto di rivederlo, e rivedere lei unita alla sorella, e alla Mamma, ed esprimervi a voce i sentimenti di affetto profondissimo, che ha suscitato in me il vostro amore unico. Intanto abbiatemi per vostro
Amico e parente
D. Guerrazzi.