P. S. Saluti a tutti. Ieri non risposi perchè il braccio non voleva andare, oggi fa mezzo a suo modo, e mezzo al mio.
A Emilia Bertelli
Genova, 31 Dicembre 1858.
Carissima Signora Emilia
Io, intitolando questa lettera, non ho messo il suo casato, perchè lei, come l'anno, che cessando di essere 58, non è ancora 59, stando su la scala delle nozze, non è anco entrata nel forno del matrimonio. Però se propriamente lei entrerà nel forno del matrimonio, o il matrimonio entrerà in lei, questo è quello che mi dirà più tardi. Però, mettendo gli scherzi da parte, si abbia da me gli augurii per le felicità che meritano le sue ottime doti, e spero che, come ottima figliuola, riuscirà ottima sposa, e più tardi ottima madre.
Mi duole che quella benedetta spalla di Ferdinando non voglia guarire affatto, ma in questo anno ha da sanare la sua piaga, e con essa saneranno bene altre piaghe; almeno così si spera.
Ecco ciò che mi chiede: avrei voluto fare meglio; ma s'incomincia a invecchiare, e quando passa la stagione delle pesche si fa buon viso anco alle castagne. Maria sta bene e saluta tutti; in questo anno conta venire a Livorno, e può darsi che le incontri ai Bagni. Reverisca la signora Teresa, e la signora Ersilia, e di nuovo augurandole quanto il suo cuore desidera mi confermo
Affezionatissimo amico
F. D. Guerrazzi.
A Ferdinando Bertelli
Genova, 13 agosto 1859.