Ah.... Ora dunque vieni... non ci fermiamo un momento in queste pareti abominate; — sopra il limitare delle porte della nostra città noi ci scuoteremo la polvere dei sandali, dall'anima ogni affetto che non sia lo scambievole nostro amore: — dimentichiamo per non esecrare, — fuggiamo per non uccidere...»

«Ma! dimmi, Giovanni, dove mi meni? E donde vieni?»

«Che importa a te sapere donde vengo o dove io vado? non sono io tutto per te? — Questo però sappi che, se vivo mi sospettassero in queste mura, la mia testa penderebbe domani dalle finestre del palazzo dei Signori.»

«Oh! non dirlo.» E con ambo le mani la donna avvinghiava il collo del cavaliere, quasi per salvarlo dal taglio della scure.

«Vieni dunque...»

«Verrò...»

«Esiti forse?»

«Verrò...»

«E non ti muovi! Ti penti già avermi detto che mi ami?» grida battendo del piede la terra il Bandino.

«Oh! non isdegnarti, Giovanni... eccomi... però...» Maria la fronte si tocca e il seno: «Mi sembra essermi dimenticata qualche cosa, di cui non posso risovvenirmi adesso, e che pure mi stava fitta qui nel capo e nel cuore, — qualche cosa che mi era ben cara e che tu mi hai fatto porre in oblio...»