Allora messere Francesco, tolto un doppiere, si volse al Malatesta parlando:
«Signor capitano, favorite seguirmi.»
Malatesta ondeggiava se dovesse andare o rimanere; da una parte la prudenza lo tratteneva, dall'altra l'animo superbo non gli consentiva mostrare viltà: tenne una via di mezzo, — fece cenno a Cencio lo seguitasse ed andò. Cencio, non volesse, o non capisse, o per sè temesse, non mutò passo e stette fermo al suo posto.
Il Carduccio traversò alcune stanze, e giunto in un corridore si fermò davanti a certa finestra che riesce sul cortile che fu poi della dogana, e posto il doppiere tra la faccia del Malatesta e la sua, così lo interrogò:
«Ditemi, messer Baglioni, udiste voi mai rammentare il capitano Baldaccio dell'Anguillara?»
«Cencio! — Cencio! — dove sei?»
«Tacete; — qui non vi si vuole far alcun male. Non temete: — se il vostro giorno fosse arrivato, di piccolo soccorso vi sarebbe quel vostro servitore.»
«E chi vi ha detto che abbia paura io? Chiamava Cencio per appoggiarmi al suo braccio: — mi sento stanco...»
«Appoggiatevi sul mio. Dunque, rispondetemi, udiste mai favellare di Baldaccio Conte dell'Anguillara?»
«Io? — Mai.»